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Eugenio Costantino, resta imputato per le vicende che hanno portato allo scioglimento del Comune Sedriano e per l’affaire Zambetti in cui sono sub judice i rapporti fra politica e mafia, ma il Tribunale di Milano, ieri, l’ha condannato in primo grado a 16 anni con l’aggravante mafiosa per sequestro di persona a scopo di estorsione in concorso con altri. Il Pm ne aveva chiesto 13 anni, ma la corte è andata oltre. La vicenda, in cui sono stati condannati a 13 anni e 4 mesi anche Ciro Simonte e Sergio Marchetto, nonché Anna Turbinelli, moglie di Costantino, e Giovanna Olivieri a 7 anni e 6 mesi, risale all’8 aprile 2011 quando è stato sequestrato a San Pietro all’Olmo il venditore di diamanti falsi Mauro Galanti.

L’antefatto è riconducibile alla circostanza in cui Galanti aveva veduto a Costantino, gestore a San Pietro all’Olmo di un negozio “Vendo oro”, pietre sintetiche spacciandole per vere. Galati, attratto nel negozio, veniva sequestrato e condotto in una villa a Cuggiono, ma il giorno dopo è stato liberato a Magenta previo il pagamento di un riscatto di 10.000 euro. Non è tutto. Il Tribunale ha pure disposto per Costantino la confisca dei suoi beni. Intanto suoi legali hanno annunciato ricorso.

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