Ricevo e pubblico questo comunicato della Lega nord cittadina sul quesito referendario approvato in Regione per ottenere maggiore autonomia.
“Siamo molto soddisfatti che il consiglio regionale della Lombardia abbia approvato la proposta di referendum consultivo per ottenere una maggiore autonomia con le relative risorse, in base all’art. 116 della Costituzione. Non ci sorprende affatto il voto contrario che il PD che ha espresso non solo a livello regionale ma anche comunale, quando a gennaio bocciò il nostro ordine del giorno, finalizzato a sostenere l’iter che la commissione affari istituzionali stava svolgendo in Regione per istituire il referendum consultivo e che ha portato alla elaborazione del quesito definitivo, approvato ieri con la maggioranza di due terzi.
In questo modo il PD si conferma a tutti i livelli un partito fortemente centralista e statalista e di conseguenza poco attento alle autonomie territoriali. Nei fatti maggiore “autonomia”, così come abbiamo spiegato anche in consiglio comunale, equivale ad avere maggiori risorse e quindi maggiori servizi, non solo erogati direttamente dalla Regione stessa, ma anche dagli stessi Comuni che avranno a loro disposizione maggiori fondi. Peraltro avevamo anche chiesto alla maggioranza di avviare all’interno della comunità bareggese un dibattito aperto sulle ragioni concrete per avere una Regione più autonoma e i conseguenti benefici. Ci auguriamo che il voto democraticamente espresso da ben due terzi del consiglio regionale spinga il PD ad affrontare pubblicamente certe tematiche, senza più evitare il confronto su una questione che porterà solo maggiori vantaggi a tutti i lombardi, indipendentemente dal colore politico di appartenenza. La polemica sui costi del referendum è invece un pretesto debole dietro a cui il PD si è sempre nascosto: non solo questi saranno notevolmente abbattuti se verrà utilizzato il voto elettronico ma, secondo i dati raccolti, con i vantaggi fiscali che la Regione Lombardia otterrebbe perfino il costo massimo del referendum verrebbe armonizzato in sole sei ore. Chiediamoci piuttosto quanto costerebbe ai lombardi non fare il referendum, anche alla luce del recente taglio di un miliardo di euro da parte del governo centrale. Il referendum è quindi una grande occasione per tutti”