L’udienza, che è andata in scena, ieri, al Tribunale di Milano, in cui fra gli imputati v’è anche l’ex sindaco Alfredo Celeste, ha visto sfilare sul banco dei testimoni Aldo De Lorenzis e Alberto Merlo per via delle gare di appalto del verde comunale che dovevano essere assegnate. Ma l’impianto accusatorio non ha trovato alcuna conferma nell’audizione dei due testimoni. Merlo ha anzitutto spiegato che non conosceva il sindaco e che nessuno l’aveva mai spinto a concorrere per l’appalto, ma per propria e autonoma iniziativa si è attivato a presentare l’offerta a Sedriano per cercare di acquisire con la sua azienda Green 2000 l’appalto per il biennio 2011/2012. Tuttavia il suo tentativo non è andato a buon fine per il mancato versamento di 20 euro, previsti dalla gara, nonostante che la sua offerta fosse la migliore avendo proposto un ribasso del 26%.
Poi sulla presunta assegnazione di 30.000 mq di taglio d’erba per un valore di 900 euro, che, secondo l’accusa Marco Scalambra si era assicurato per la sua cooperativa direttamente dal sindaco per girarlo a gruppi criminali, non è emerso alcun risconto e non poteva emergere in quanto il Comune non ha mai assegnato appalti del genere e non era nella sua disponibilità un’area di tale ampiezza (grande quanto un campo di calcio) che necessitava di simili interventi manutentivi. De Lorenzis, anche lui ha confermato che nella gara per l’appalto biennale, la ditta Punto Green, facente capo alla moglie, è stata esclusa per non aver versato 20 euro. Ma in ogni caso, avendo proposto un ribasso del 20%, non ce l’avrebbe fatta a vincere la gara. Il risultato che quell’appalto è stato poi acquisito dalla ditta Parini. De Lorenzis ha ammesso di conoscere Celeste da 40 anni, ma di non averlo mai frequentato e preso un caffè al bar, mentre ha detto di non conoscere Scalambra.