Ricevo e pubblico questa nota di Giuliano Colombo, coordinatore delle liste civiche, sulla “scoperta” dei regolamenti proprio quando la maggioranza ha cambiato composizione.
Quando qualcuno assume una carica pubblica eletto con un consenso popolare e si presenta al consiglio comunale con una relazione di programma per l’amministrazione della comunità assume precisi obblighi con la cittadinanza. Questa è una regola fondamentale che non può essere trascurata. Produrre poi ingiustificati ritardi nel fare ciò che è nel programma di certo non è indice di buona amministrazione, soprattutto quando questi ritardi sono considerevoli. In tal senso, un caso da citare ad esempio, è la “faccenda” dei regolamenti che interessano i rapporti tra l’amministrazione comunale e le varie associazioni, rimasti chiusi nei cassetti di qualche ufficio per ben 18 mesi senza essere presentati in nessuna riunione, per farli poi apparire in maniera inaspettata, uniti alla pretesa di volere l’approvazione in consiglio comunale tali e quali come scritti senza alcuna condivisione o confronto.
Questo modo assurdo di fare per noi è in evidente contrasto con i principi democratici cui l’amministrazione comunale dovrebbe ispirarsi. Questi regolamenti, oltretutto, sono stati predisposti dall’amministrazione precedente guidata da Monica Gibillini. Ovviamente una nuova amministrazione li deve prendere in considerazione per tempo e fare le integrazioni o modifiche che ritiene. Ciò con la condivisione e il coinvolgimento di tutti, minoranze comprese. Invece così non è stato. Per arrivare a ciò abbiamo dovuto fare una forzatura, una delle ragioni per cui siamo stati estromessi dal governo della nostra comunità. I nostri alleati pretendevano l’approvazione di questi regolamenti tali e quali come scritti senza alcuna condivisione. Grazie all’azione di Gabriele Fabris, presidente della “commissione regolamenti”, che a questa logica si è opposto, quest’argomento e ora divenuto oggetto di dialogo e confronto nel rispetto dell’impegno di favorire ogni partecipazione sottoscritto nel programma di governo. Le associazioni che operano sul territorio comunale costituiscono una vasta rete plurima rappresentativa delle diverse estrazioni sociali e culturali, un’importante indubbio patrimonio di rilevante valore che va ulteriormente valorizzato e su cui dobbiamo contare. Per certi aspetti diverse attività esercitate da associazioni locali possono essere considerate di pubblico interesse. Noi crediamo che compatibilmente con le risorse disponibili l’amministrazione comunale debba cercare di mantenere e migliorare il suo sostegno alle attività delle associazioni e sviluppare forme di collaborazione capaci di arricchire queste attività. Sarebbe cosa importante potersi avvalere della collaborazione delle associazioni per progetti comuni finalizzati alla crescita culturale e alla diffusione di una cultura che trova radici nella coscienza civica e nella coesione sociale. Abbiamo proposto l’avvio di nuove azioni per facilitare e sostenere le attività delle associazioni. Enrico Montani durante la riunione della “commissione regolamenti” tenutasi lunedì scorso ha chiesto che l’amministrazione comunale supporti le associazioni per la partecipazione a bandi di finanziamento promossi da enti pubblici superiori, da fondazioni e da privati e l’avvio di progetti per l’inserimento di soggetti volontari del servizio civile nelle attività delle associazioni e favorire l’impiego di soggetti destinatari di “buoni lavoro” per l’attuazione di progetti promossi dalle associazioni. Ha chiesto anche l’avvio di progetti di formazione e l’avvio di progetti finalizzati. Oggi più che mai, nell’interesse dell’intera comunità, è necessario il concreto riconoscimento del valore sociale delle associazioni attraverso l’avvio di nuove forme di collaborazione per il compimento di progetti finalizzati. È anche necessario che l’amministrazione comunale con i regolamenti si prenda impegni precisi per azioni concrete.