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| Lia Ferari |
Se l’attesa surreale per la revoca delle deleghe al vicesindaco Marco Lampugnani è finita, ora rischia di aprirsi un’altra non meno surreale per la nomina del nuovo assessore e del vicesindaco. Infatti sino alla pubblicazione di questo post il sindaco Giancarlo Lonati non ha nominato nessuno, ma non sorprende che abbia preso tempo per decidere. Sì, perché, a parte l’esigenza di trovare la quadra all’interno del Pd che magari non è così scontata, non è nelle sue corde procedere con rapidità, anche se la situazione richiederebbe massima solerzia e velocità per chiudere il più presto possibile con il passato e aprire una nuova stagione politico-amministrativa. Tuttavia le indiscrezioni dicono che il nuovo assessore sarà Lia Ferrari (Pd) e il vicesindaco Marco Gibillini (Io amo Bareggio), ma la formalizzazione chissà per quale ragione tarda a venire. Se per cacciare un assessore e nominarne un altro al suo posto ci vuole tanto tempo non è forse plausibile dubitare sulla realizzazione del promesso programma prioritario nel corso del 2015?
Forse non a caso Tina Ciceri (Pd) ha confidato alla stampa che non ci saranno giustificazioni di sorta se d’ora in avanti non si cambierà passo. Certo per imprimere una svolta e dare senso alla crisi che si è aperta con l’estromissione delle liste civiche (Voi con noi e In volo) e del suo rappresentate in giunta sarebbe quantomeno opportuno azzerare l’esecutivo e provare magari con nuovi attori, visto, peraltro, che gli attuali non hanno dato prova di grande dinamismo ed efficacia. Ripartire con una nuova maggioranza e non fare neppure una verifica di giunta per tirare le somme di 18 mesi di lavoro e segnare una discontinuità fra il prima e il dopo è l’ultima frontiera di una politica cittadina che non solo rifiuta di prendere atto del suo fallimento, ma disdegna quel minimo di stile che le circostanze reclamerebbero. Va bene restare incollati alla poltrona, ma lo si potrebbe fare anche salvando la forma, che in politica è sostanza.
Forse non a caso Tina Ciceri (Pd) ha confidato alla stampa che non ci saranno giustificazioni di sorta se d’ora in avanti non si cambierà passo. Certo per imprimere una svolta e dare senso alla crisi che si è aperta con l’estromissione delle liste civiche (Voi con noi e In volo) e del suo rappresentate in giunta sarebbe quantomeno opportuno azzerare l’esecutivo e provare magari con nuovi attori, visto, peraltro, che gli attuali non hanno dato prova di grande dinamismo ed efficacia. Ripartire con una nuova maggioranza e non fare neppure una verifica di giunta per tirare le somme di 18 mesi di lavoro e segnare una discontinuità fra il prima e il dopo è l’ultima frontiera di una politica cittadina che non solo rifiuta di prendere atto del suo fallimento, ma disdegna quel minimo di stile che le circostanze reclamerebbero. Va bene restare incollati alla poltrona, ma lo si potrebbe fare anche salvando la forma, che in politica è sostanza.
