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Ricevo e pubblico questa nota di precisazione del commissario prefettizio Raffaele Sirico sulle dichiarazioni dell’ex sindaco Alfredo Celeste a seguito al servizio di Rai 3 sul “caso Sedriano”.
In particolare, tralasciando il riferimento all’attività del commissario Simeone in merito alle modalità di eliminazione dell’amianto, dal quale risulta che l’ex sindaco avesse già provveduto a tutto sin dal 2009, benché, a quel che emerge, il problema è ancora lì da essere risolto, si chiarisce che: Il riferimento contenuto nell’intervista al TG3 circa il pericolo di dissesto finanziario del Comune di Sedriano era, in tutta evidenza, relativo alla richiesta di risarcimento danni avanzata dalla proprietà Gherzi, in conseguenza dell’annullamento del Programma Integrato di Intervento e, non come si tende a far credere dall’ex sindaco, riferito alla generale situazione di bilancio dell’ente.

Relativamente all’accenno, nel corso dell’intervista, alla gestione irregolare degli appalti, circostanza che viene ora contestata dall’ex vicesindaco, si rinvia alla sentenza del TAR n. 12922/2013 – che ha rigettato il ricorso avverso il decreto Presidenziale di scioglimento del consiglio comunale di Sedriano – laddove si riferisce di numerose irregolarità amministrative riscontrate dalla commissione di accesso, e recepite dal Giudice amministrativo, consistenti, nella quasi totalità dei casi esaminati, nella scelta “di preferire, quasi sempre, la procedura negoziata senza previa pubblicazione della gara rispetto alla ordinaria procedura di asta pubblica, nell’assegnazione per i lavori di manutenzione e gestione del verde cittadino per un rilevante importo, a ditte individuali facenti capo ad una potente cosca egemone nel vicino Comune di Bareggio”, ecc. ecc. Relativamente alla dichiarazione resa dal sindaco circa l’inerzia dell’attuale gestione commissariale che non ha portato a termine il PGT adottato dalla ex giunta comunale, cosa che avrebbe giustificato la richiesta, da parte della proprietà Gherzi, di risarcimento dei danni, si chiarisce una volta per tutte che detta istanza risarcitoria deriva esclusivamente dall’annullamento del “Programma Integrato di Intervento” ad opera del giudice amministrativo, annullamento dovuto esclusivamente agli errori contenuti nel procedimento di approvazione del PII e non, come si intende far credere, all’inerzia della commissione, ex post.Si precisa, inoltre, anche qui si spera definitivamente, che bene ha fatto il collegio commissariale a non costituirsi in giudizio per difendere degli atti amministrativi indifendibili per gli errori di cui si è detto e di cui hanno già giudicato due diversi giudici amministrativi pervenendo alle medesime conclusioni. Errare è umano, perseverare è del diavolo! Riguardo alla lamentata situazione di degrado, all’incuria dovuta alla gestione commissariale (con accenno all’ascensore della scuola non funzionante, al cancello della mensa, alla segnaletica orizzontale delle strade), sarà la comunità sedrianese a giudicare dell’operato del collegio e non certo l’ex sindaco la cui gestione amministrativa è passata al vaglio della magistratura amministrativa con i disastrosi esiti che sappiamo ed è oggetto di valutazione nel processo penale in corso per corruzione. Occorrerebbe, in casi del genere, avere l’onestà intellettuale e l’umiltà di riconoscere gli errori per rispetto dell’intelligenza delle persone e della verità dei fatti, invece di accanirsi sul collegio commissariale, che ha l’unico, irreparabile torto di aver sostituito l’ex sindaco Celeste a capo dell’Amministrazione comunale. Appare singolare, per altro verso, il riferimento alle spese legali sostenute dall’attuale gestione commissariale per euro 200,000 a fronte di spese legali sostenute dalla ex giunta Celeste per il solo avvocato Giorgio Bonamassa di 324,205,94 euro. Relativamente all’Area Feste, sempre richiamando la sentenza del TAR, risulta riscontrato “l’assegnazione dei lavori per la maggior parte ad un’unica impresa”, il costante ricorso alle varianti in corso d’opera e la mancata acquisizione della polizza di assicurazione per danni e responsabilità civile verso terzi”, dunque la situazione di degrado dell’area feste è da imputare esclusivamente, non già all’attuale collegio commissariale, come si vuol far credere maliziosamente, ma a procedure di affidamento dei lavori poco trasparenti ed opache e a lavori realizzati certamente non secondo le regole dell’arte. Conclusivamente, spiace dover tornare ancora una volta su vicende che sono state oggetto di accertamento giurisdizionale e sulle quali pertanto non appare di alcuna utilità fomentare polemiche pretestuose, che hanno il difetto di prescindere totalmente dalla realtà dei fatti, quali accertati nei processi (gli unici fatti che contano), riguardanti, sia la legittimità delle procedure poste in essere dal Comune all’epoca della giunta Celeste relativamente al Programma Integrato di Intervento, sia la legittimità dello scioglimento del consiglio comunale di Sedriano. Ove altro giudice amministrativo, in sede di appello, valuterà diversamente i fatti oggetto della più volte citata sentenza del TAR, si prenderà atto serenamente di tale situazione. Confidando di aver chiarito i fatti, come risultanti obiettivamente dalle carte processuali, e non da benevole interpretazioni, si coglie l’occasione per ringraziare dell’ospitalità.

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