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Non c’erano dubbi che una volta estromesse le liste civiche dalla maggioranza, che premevano per una riorganizzazione dell’apparato burocratico-amministrativo, sarebbero stati confermati al loro posto i dirigenti. Del resto non avendo l’assessora Silvia Bona, dopo due anni di mandato messo mano alla revisione della macchina amministrativa, come da delega, non poteva che andare così. Infatti il sindaco Giancarlo Lonati, come volevasi dinostrare, ha rinnovato l’incarico a Ermelinda Buccellini (settore finanziario), Antonia Buscemi (settore affari generali), Mariangela Cassani (settore educazione, biblioteca e sport), Maria Norma Colombo (polizia locale), Maria Luisa Mautone (settore famiglia e solidarietà sociale), mentre Ambrogina Cozzi è stata nominata alla guida del settore territorio, ambiente e Suap in sostituzione di Laura Saracchi che si è dimessa ed Elettra Bresadola a responsabile del settore patrimonio.

Certo è curioso che a Bareggio si aumenta la spesa per i dirigenti e addirittura l’ente è strutturato in sette settori con altrettanti 7 dirigenti come in Comuni con il doppio e passa di abitanti. Se si pensi che proprio in questi giorni Cusano Milanino, che ha gli stessi abitanti di Bareggio, ha eliminato i dirigenti (erano 3) e promosso le posizioni organizzative che assicurano sia un risparmio di 200.000 euro nel 2015 e di 256.000 euro dal 2016 che la collaborazione tra gli uffici e di promuovere una maggiore collegialità nelle decisioni. Se altrove è stato possibile sperimentare un nuovo modello organizzativo, a Bareggio perché non provarci? Cosa lo impedisce? Ma forse a Bareggio chi tocca i dirigenti muore (naturalmente in senso figurato) se è vero che le liste civiche prima non sono riuscite a ottenere la testa di Bona per la mancata riorganizzazione dell’ente e poi cacciate dalla maggioranza. 

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