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Paolo Pedroli è come un sughero, anche se cerchi di affondarlo torna sempre a galla. Infatti, dopo un lungo silenzio tattico, è tornato in pista più pimpante che mai per prepararsi a calare l’asso sulle prossime elezioni amministrative. Sì, perchè ha dato vita all’associazione Nuovi orizzonti con tanto di sede in via Matteotti e per saggiare gli umori cittadini ha anche lanciato un questionario per raccogliere suggerimenti e indicazioni. Certo lui da esperto nocchiero qual è preferisce in questa fase nicchiare e non esporsi più di tanto, ma nel frattempo lavora sotto traccia per intrecciare fili e relazioni che gli torneranno molto utili in vista delle elezioni del 2018. Stavolta è partito con largo anticipo, volendo, forse, fare le cose senza fretta e forzature per non sbagliare.
Pedroli è stato il più giovane assessore nell’epoca in cui imperavano Dc e Psi, poi quando questi partiti si sono sbriciolati è stato abilissimo nel 1998 a tirare fuori dal cilindro Ernesto Restelli con cui ha vinto inaspettatamente la partita, ma ha peccato di tempismo quando alla conclusione della legislatura (2003) non ha compreso che era il suo momento per candidarsi a sindaco e ha lasciato invece che fosse ancora Restelli a riproporsi. Restelli si è riconfermato, ma Pedroli aveva perso il treno. Sì, perché quando si è conclusa l’esperienza di Restelli non era più tempo per raccogliere il testimone essendo cambiato il vento. Infatti nel 2008 Pedroli è stato battuto sonoramente di Monica Gibillini. Da quel momento Pedroli si è progressivamente defilato e a parte l’aiuto “indiretto” nelle elezioni del 2013 al Movimento 5 Stelle nelle cui file era candidata la figlia, non si è visto. Ora il grande ritorno in scena. Il suo messaggio è chiaro: “Negli ultimi due lustri la classe politica non ha avuto e non ha la forza per realizzare gli impegni sottoscritti con i cittadini. La nostra coscienza ci impone un maggiore impegno diretto, costruttivo e collaborativo nell’interesse di tutti. Sono benvenute tutte le persone di buon senso, positivo anche con ideali differenti. L’indipendenza dele propire decisioni e la difesa dei propri valori sarà la nostra forza”. Chi vuol capire capisca. Ma, sopratutto, stavolta Pedroli  ha scelto il momento da perfetto tempista?

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