Il Movimento 5 Stelle non ci sta che non siano state iscritte all’ordine del giorno del consiglio comunale di ieri sera le mozioni per sfiduciare il vicesindaco Egidio Stellardi e l’assessore Simona Tagliani. E protesta vibratamente per l’inaspettata decisione. Per contro vicesindaco e assessore possono trascorrere tranquillamente le vacanze e sino a quando (settembre) non tornerà a riunirsi il consiglio comunale non avranno nulla da temere. Del resto con la maggioranza risicata che si ritrova la compagine amministrativa basta una semplice defezione di qualche consigliere non proprio contento del loro operato per mandarli a casa. Il motivo del diniego addotto dal presidente del consiglio Antonio Di Conza e dal sindaco Giancarlo Lonati è di natura tecnica, o meglio riconducibile al parere del segretario generale Alberto Folli. Una spiegazione che non ha convinto il Movimento 5 Stelle che invece sospetta ragioni politiche nella scelta, ovvero che in maggioranza potessero entrare in azione i franchi tiratori e mandare a casa tutti quanti.
Intanto in questa nota che pubblico i pentastellati criticano duramente la decisione che si sono assunti in municipio di non discutere le mozioni di sfiducia. “A volte, per mutilare la democrazia, basta un comunicato di poche righe! Il nostro Movimento, attraverso quelle due mozioni, voleva avviare, nel luogo preposto a farlo, ossia il consiglio comunale, una discussione pubblica, aperta e politica sull’operato di due assessori che, a nostro avviso più di altri, hanno mostrato l’inefficienza di questa amministrazione. Le mozioni, se accolte dal consiglio, avrebbero impegnato il sindaco a ritirare le deleghe a questi assessori e a sostituirli. Il PD, pur avendo in consiglio i numeri per bocciare le nostre mozioni, ha considerato queste discussioni troppo pericolose per la sua traballante maggioranza. A questo punto dobbiamo pensare che ci fosse il rischio che qualcuno dei suoi consiglieri avrebbe alzato la mano a favore della sfiducia. È curioso come (questo) il diniego alla discussione delle mozioni arrivi in concomitanza con le dichiarazioni del sindaco Lonati fatte sulla stampa settimana scorsa: ‘L’ho detto altre volte. Sono pronto a dimettermi oggi stesso. Se il Pd e la lista Io amo Bareggio dimostreranno di voler lavorare fino al 2018 per realizzare il programma che ci lega, bene. Se invece mancheranno le condizioni, andremo a casa’. Sembra un vero e proprio avvertimento alla sua maggioranza. Da tempo voci di corridoio vicine alla maggioranza parlano di un imminente rimpasto, termine tanto caro alla vecchia politica. Fino ad oggi nelle discussioni in consiglio comunale sia la maggioranza che la giunta che amministra il paese sono sempre stati pronti a tessere le lodi dei propri assessori, a questo punto perché si dovrebbe procedere a un rimpasto? Portando in discussione le nostre mozioni, il sindaco e chi lo sostiene, avrebbero potuto illustrare l’operato sin qui svolto dall’amministrazione, confutando quanto scritto da noi, invece hanno perso un’occasione per comunicare ai cittadini le politiche svolte. A questo punto siamo molto curiosi di sapere se a settembre ci saranno cambiamenti nella giunta e quali saranno le motivazioni che li giustificheranno. Ritornando al diniego della discussione in consiglio delle nostre mozioni, il presidente del consiglio e il sindaco hanno ritenuto opportuno trincerarsi dietro il parere richiesto al segretario comunale il quale ha fornito un parere ambiguo, dicendo che la mancata iscrizione all’ordine del giorno delle mozioni non è un atto illegittimo. In base a questa interpretazione è vero anche il contrario, non è illegittimo inserirle nell’ordine del giorno. A suffragio della nostra tesi riportiamo alcuni Comuni nei quali mozioni di sfiducia agli assessori sono state discusse senza problemi:
- Comune di Parma
- Comune di Bologna
- Comune di Torino
- Comune di Novara
- Comune di Cremona
- Comune di Brescia
- Comune di Como
- Comune di Imperia
- Comune di Mesola
- Comune di Tortona
- Comune di Villaricca
- Comune di Massarosa
- Comune di Barrafranca
- Comune di Rapallo
- Comune di Latina
Mai come in questo caso l’interpretazione del segretario cenerale è discutibile, sia a partire dal concetto stesso di mozione (Regolamento C.C. art.17, comma 1 ‘La mozione è un atto di indirizzo politico amministrativo deliberato dal Consiglio per impegnare il Sindaco e/o la Giunta al compimento di atti o all’adozione di iniziative di loro competenza o per promuovere una deliberazione su fatti e problemi ai quali la comunità locale è interessata’.), sia per quanto riguarda il rispetto delle basilari regole di democrazia e delle minoranze nelle assemblee elettive. Per fare un parallelo giudiziario è come quando, in un processo, a causa di prove insufficienti l’imputato viene assolto perché, si dice, è meglio avere un colpevole in libertà che un innocente in carcere. La nostra idea di democrazia è che, salvo il caso di atti palesemente inammissibili perché contrari a leggi o regolamenti, bisogna tutelare il principio di democrazia e confronto democratico, cosa che il segretario generale non ha fatto. In questo caso invece, di fronte a norme e regolamenti opinabili e ad una giurisprudenza che ha numerosi casi a favore delle mozioni di “sfiducia” individuali, si è scelto di mutilare la democrazia. Per difendere il potere si è preferito mettere in carcere l’imputato innocente”.
