“Non si capisce -aggiunge- più nulla. Per esempio l’assessore Tagliani non va bene, ma la Ferrari sì, nonostante che le sia già contestato il conflitto d’interesse perché insegnante. Ma udite udite, potrà l’assessore all’istruzione. Qual è la razio? L’assessore Stellardi rivelatosi più che inesistente nella giunta di centrodestra non è migliorato passando in quella di centrosinistra, anzi è stato promosso vicesindaco e la sua lista non le vuol sapere di cambiarlo. Il consigliere Galli non può ricoprire l’incarico dell’assessore Bona sennò si sbriciola la maggioranza. Il risultato è che la Bona non verrà rimpiazzata e la domanda sorge spontanea: perché l’abbiamo pagata sino a oggi? Per contro Galli non può più essere l’omino importante per il sindaco. L’assessore Santi -dicono- che sarebbe partita bene, ma già oggi, essendosi pienamente integrata con la giunta, sta lì per non far niente. L’assessore al bilancio Gibillini si limita a leggere la nota che si ritrova fra le mani e non dico nulla. Ma questa è davvero un’amministrazione comunale? Infine i cinquestelle sono solo capaci di chiedere dimissioni, ma il nulla assoluto per quanto riguarda le proposte”.
Le indiscrezioni sull’imminente rimpasto di giunta impazzano, ma anche perplessità sull’efficacia e utilità dell’operazione. Pochi sono disposti a credere che basti cambiare qualche assessore, ammesso che il sindaco Lonati lo faccia, per ripartire e governare la comunità. I dubbi che alla fine rimanga tutto come prima, pur cambiando qualche assessore, sono tanti. La più indiziata a lasciare la poltrona è Simona Tagliani, ma sostituirla con un consigliere appartenente al gruppo del Pd è un grosso rischio. Sì, perché la prima dei non eletti è Teresa Baroni e a quanto riferiscono le voci non sarebbe sulla stessa lunghezza d’onda del Pd cittadino. Un brutto guaio. Intanto Angelo Cozzi, segretario della Lega nord cittadina, non fa sconti alla compagina amministrativa e va giù pesante. “Più che un’amministrazione comunale -attacca- appare una compagnia teatrale paesana che offre spettacoli di terz’ordine e senza alcuna originalità”. Insomma, a suo dire, il canovaccio è sempre lo stesso e di scarsa qualità.
