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Ricevo e pubblico questa nota dell’assessore Liviana Santi in risposta alla proposta del M5S di barattare le tasse con un lavoro a favore del Comune.
Non nascondo di nutrire delle serie perplessità sul regolamento proposto ai cittadini dal consigliere M5S, Simone Ligorio. Intanto non mi trova d’accordo l’unire un regolamento per il baratto amministrativo a quello sulla cittadinanza attiva, tanto più che l’amministrazione comunale sta portando avanti il progetto per il volontariato civico, progetto iscritto nel documento programmatico dell’amministrazione proprio per quest’anno, di cui il consigliere Ligorio quindi era a conoscenza, e non nascondo la presenza di diverse discrepanze tra i due regolamenti, per citarne uno a titolo esemplificativo: i criteri di selezione dei cittadini per l’iscrizione all’Albo del volontariato civico.

Infatti l’amministrazione è convinta che per prestare volontariamente il proprio tempo non sia necessario essere residenti a Bareggio, perché non dare la possibilità a che non risiede nel nostro Comune, ma vuole comunque contribuire al benessere della nostra comunità, per esempio perché porta i suoi figli nelle nostre scuole? Inoltre non ritengo opportuno che coloro i quali hanno arrecato danno ai beni del Comune abbiano la possibilità di “evitare” la pena pecuniaria o di detenzione ripristinando ciò che hanno danneggiato, come possiamo dare a chi non ha avuto il buonsenso di rispettare il bene pubblico il compito di ripristinarlo? Trovo che l’accorpare volontariato e baratto amministrativo sia sbagliato anche da un punto di vista concettuale, in quanto ritengo che affiancare, per uno stesso lavoro, persone che prestano il proprio operato gratuitamente e persone che ne traggono un beneficio, non sia corretto nei confronti delle prime. Inoltre una mia personale preoccupazione è che il baratto amministrativo vada a svilire, sostituendo o limitando, la professionalità di alcune figure che già si occupano della manutenzione e pulizia del bene pubblico, con cui peraltro abbiamo già stipulato convenzioni. Infine mi permetto di esprimere delle perplessità sulle modalità di gestione dei volontari e su alcuni punti dei criteri utilizzati per stilare le graduatorie con cui accedere ai benefici concessi. Per esempio la selezione potrebbe avere carattere discriminatorio perché, oltre ad andare contro il principio “o tutti o nessuno”, potrebbero configurarsi situazioni per cui, anziani e disabili, per citare un paio di categorie, rientrerebbero tra le persone che avrebbero diritto a partecipare ma poi rischierebbero di essere estromesse dai lavori in quanto non idonee fisicamente. Che dire inoltre delle aziende che potrebbero sistemare le loro pendenze con la fiscalità locale fornendo beni o servizi? Perché loro dovrebbero essere escluse a priori? Non mi addentro in questioni più tecniche in quanto ritengo ci sarà più avanti l’occasione di riflettere sulle stesse quando la proposta avrà forma definitiva.

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