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La montagna, dopo tanto inutile rumore, ha partorito il classico topolino, naturalmente in senso figurato. E sì, il sindaco Giancarlo Lonati, alla fine ha rotto gli indugi, e ha deciso di nominare Lia Ferrari al posto della sfiduciata Simona Tagliani. Ma il suo capolavoro è stato quello di non affidare al nuovo assessore la controversa delega all’istruzione per tenersela lui. Una scelta dettata dall’esigenza di evitare il conflitto d’interesse che sarebbe insorto per via del fatto che  Ferrari insegna nelle scuole cittadine. E così Ferrari si è dovuta accontentare soltanto di sport e cultura. Il primo cittadino si è presa l’istruzione e sulla carta è plausibile che garantisca una più efficace gestione. Tuttavia se la gestione dell’istruzione dovesse essere simile a quella dell’urbanistica, di cui è titolare, non c’è da stare allegri. Infatti in due anni si è visto quasi nulla in materia di urbanistica e l’unico documento che è stato sfornato riguarda il governo del territorio, ma non è stato farina del suo sacco bensì del coordinatore delle liste civiche Giuliano Colombo. Il che dimostra che quando non si è autori di un programma difficilmente si riesce a tradurlo in pratica. Se le premesse son queste… è un invito a nozze per le opposizioni. Ma, a parte ciò, Lonati non sembra che sia sia preoccupato di verificare se Teresa Baroni, prima dei non eletti del Pd, entrando in consiglio comunale in sostituzione di Ferrari, dovendosi dimettere per diventare assessore, sia sulla stessa lunghezza d’onda della risicata maggioranza. Se così non fosse sarebbe uno sconcertante autogoal. Non c’è però da meravigliarsi, poiché finora nei piani alti del municipio ci si è mossi spinti più dalle pulsioni del momento che da una lungimiranza politica. Una situazione che si potrebbe ancor più complicare per l’ingresso in giunta dell’altro consigliere Ivan Andrucci al posto della dimissionaria Silva Bona per gestire lavori pubblici e ambiente. Un bel pasticcio a cui si aggiunge il rischio che Tagliani, non avendo preso bene l’estromissione, lavori all’interno del Pd di cui gode di un certo seguito per destabilizzare la giunta. Poi Roberto Galli senza Bona, di cui era il mentore, continuerà a essere fedele a prescindere alla maggioranza solo per fare un dispetto alle liste civiche da cui se n’è andato sbattendo la porta? Il fatto che non abbia voluto fare il presidente del consiglio comunale è un segnale da non prendere sotto gamba. Infine il vicesindaco Egidio Stellardi, oberato da improvvisi impegni professionali, si dedicherà solo al lavoro e al commercio, Marco Gibillini al bilancio e Liviana Santi al sociale.

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