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Il processo per i fatti di Sedriano che si sta svolgendo all’ottava sezione del Tribunale di Milano è ormai alle battute finali. In novembre, salvo allungamenti per testimonianze non previste allo stato, arriverà la sentenza che riguarderà anche l’ex sindaco Alfredo Celeste che è accusato di corruzione semplice. Intanto l’altro mercoledì è andato in scena il confronto fra la pubblica accusa e i periti di parte Giuseppe Sartori, specialista in psichiatria forense, e Mario Petrini, docente all’Università di Pisa, che hanno redatto la perizia sullo stato di salute dell’imputato Eugenio Costantino sulle cui intercettazioni telefoniche e ambientali si basa l’accusa. L’udienza è stata tesa, ma i periti hanno ribadito senza incertezze che Costantino ha una personalità istrionica e narcisista.

Il che lascia solo ai giudici il gravoso compito di sciogliere il dilemma se Costantino nelle sue esternazioni sia credibile o no, oppure si sia inventato tutto, o comunque ingantito e distorto vicende che non erano così come raccontate per via della sua personalità disturbata. Certo che senza le sue intercettazioni il castello accusatorio è fortemente a rischio. Ma, aldilà dei periti di parte, il perito Adolfo Francia, nominato a suo tempo dal Tribunale, nella sua relazione afferma che “la diagnosi non lascia dubbi. Si tratta di un pregresso episodio di depressione maggiore che, nell’ottobre 2013, ha terminato il TS, episodio che si realizza a partire da un disturbo della personalità Nas (schizzofrenico, narcisistico e istrionico) su cui s’innesta a  sua volta un disturbo claustrofobico, ben presente all’atto della carcerazione”. Insomma per il perito Costantino è una persona con una personalità fortemente disturbata. Non a caso il Tribunale del riesame (sezione XII penale), dando credito alla relazione che considerava la detenzione di Costantino in carcere incompatibile con la sua situazione psichica, ha disposto gli arresti domiciliari in una struttura riabilitativa residenziale.

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