Sulla crisi, ormai cronica della giunta Lonati, ricevo e pubblico questa nota del Movimento 5 Stelle.
Anche il sindaco Lonati si è ammalato di “renzite” e si lascia andare ad annunci non seguiti dai fatti. Settimana scorsa, sui giornali locali esprimeva soddisfazione per la risolta crisi di maggioranza, annunciando la nuova composizione della giunta. Peccato che ad oggi, guardando il sito del Comune e il prossimo ordine del giorno del consiglio comunale, non si vede da nessuna parte questo cambiamento. Nessun decreto di revoca delle deleghe assessorili a Simona Tagliani, né tantomeno di nomina di nuovi assessori è stato pubblicato all’albo pretorio on line e nel prossimo consiglio comunale all’ordine del giorno non è iscritta alcuna surroga di consiglieri comunali.
Ormai abbiamo capito che il sindaco Lonati gestisce l’amministrazione di questo paese, allo stesso di modo di come gioca a carte al bar. A fronte di scadenze importanti quali l’appalto mensa, il piano triennale delle opere pubbliche, il documento unico di programmazione, l’appalto della manutenzione del verde, ancora non si sa quali siano gli assessori competenti e in che modo gestiranno queste delicate questioni. Il 30 settembre è in programma un consiglio comunale e tutti quanti si aspettavano la surroga dei consiglieri Andrucci e Ferrari, che secondo le dichiarazioni di Lonati dovrebbero ricoprire incarichi assessorili, ma leggendo l’ordine del giorno pubblicato di ciò non vi è traccia. A questo punto ci sarà un consiglio comunale ad hoc? E i costi chi li sosterrà, il dindaco o i cittadini? Ricordiamo che già una volta Lonati ha fatto convocare un consiglio comunale per un suo capriccio (emendamento presentato da lui fuori termine), sprecando soldi pubblici a causa della sua incapacità. Oggi ci ritroviamo in una situazione surreale a causa della solita gestione pressapochista di Lonati, Pd e Io Amo Bareggio, che impegnati nello scambio delle “poltrone”, negli “scazzi” (così definiti dal sindaco) personali, dimenticano che hanno un paese da amministrare e chi ne va di mezzo sono i cittadini.
