Non filtra granché dai piani alti del municipio sulla gestione della crisi di maggioranza e come il sindaco Fabrizio Bagini pensi di venirne fuori per rilanciare l’attività amministrativa. Un dettaglio quest’ultimo che può anche non essere prioritario per il primo cittadino nel caso non voglia ricandidarsi, ma irrinunciabile e imprescindibile per il Partito democratico che sa che nella primavera 2017 si andrà alle urne e occorre presentarsi ai cittadini con le credenziali giuste. Oggi sono decisamente appannate. L’immagine che si sta ora offrendo ai cittadini con la crisi e i comportamenti mandati in scena in occasione dell’approvazione del bilancio e come se non bastasse l’incredibile lentezza nel muoversi per uscire dall’impasse non è particolarmente attraente.
Ma prima lo strappo di Danilo Portaluppi e altri sommovimenti, ora il ventilato allontanamento di Roberto Stellini non sono segnali che lasciano intravedere strategie risolutive. Anzi per i beninformati tutto appare strano e incomprensibile. Sì, perché, a dar retta chi conosce le cose da vicino e non da ora, prima esisteva il “cerchio magico” con Bagini, Portaluppi e Stellini che teneva fuori gli altri assessori, ma all’improvviso è entrato in crisi. In tanti se lo chiedono non per pettegolezzo, ma per tentare di trovare una chiave di lettura attendibile per capire le ragioni vere di quanto è avvenuto e sta accadendo. Portaluppi, dopo che si è dimesso, è stato cacciato dalla maggioranza dal sindaco, nonostante il legame che li univa essendo stati compagni di classe a scuola, Stellini è virtualmente con le valigie in mano per essere sostituito da Massimiliano Bianchi, dopo che questi tre anni è stato l’alter ego del sindaco. Il presidente del consiglio comunale Biagio Di Maio era assistito da Bagini, come medico, ma a un certo punto ha cambiato dottore. Troppe combinazioni per essere solo… astrali.
