Slitta a marzo la sentenza sulle vicende cittadine in cui sono coinvolti a vario titolo l’ex sindaco Alfredo Celeste, il medico Marco Scalambra e l’imprenditore Eugenio Costantino. Infatti nell’udienza di ieri sulla scia dell’esigenza che al Pm Giuseppe D’Amico sarebbero occorse più udienze per svolgere la requisitoria si è convenuto di aumentare le giornate calendarizzate. Il risultato della novità è che il verdetto non arriverà più a dicembre, ma in primavera. E così al Pm sono state riservate tre udienze e mezzo in ottobre, dopodiché due settimane di pausa e quindi spazio alle parti civili e alle difese con due giornate in novembre, altrettante in dicembre, gennaio, febbraio e marzo e a seguire il verdetto.
Il Pm nel suo intervento ha sottolineato che in Lombardia il fenomeno estorsivo a opera della mafia è una certezza così come lo scambio legato ai voti. Poi sulle sollecitazioni, svolte a suo tempo dalla difesa, di fare indagini per accertare sulla base delle esternazioni di Costantino se Fabrizio Bagini, divenuto sindaco di Vittuone, avesse ricevuto aiuti in campagna elettorale, se il concorso per vigile a Milano fosse truccato, se i lavori alla canonica di Bernate fossero regolari e se il questore di Bergamo avesse detto o no allo stesso Costantino di andarsene dalla città, ha spiegato che non sono stati trovati riscontri. Per quanto riguarda Costantino non ha tenuto granchè conto della perizia psichiatrica e osservato che l’imputato non inventa gli eventi, ma per contro arricchisce e amplifica i dati della realtà. Insomma che è attendibile, anche perché quando parlava con gli interlocutori di turno non pensava di essere intercettato e quindi diceva la verità. E a sostegno della sua tesi ha citato il poeta inglese Bayron che in un aforisma suggella che “la bugia è la maschera della realtà”. Basterà la suggestione poetica per smantellare la perizia psichiatrica, eseguita dal professor Alfredo Frangia su richiesta del Tribunale, che indica invece Costantino affetto da un disturbo della personalità, classificata come schizotipica, narcisisistica e istrionica? Infine ha rilevato che il tentato suicidio messo in scena da Costantino non era genuino, come scritto nella perizia, ma una mossa per ottenere un regime carcerario più favorevole.