Il Pm Giuseppe D’Amico ha proseguito la sua requisitoria nell’udienza di ieri, la quattordicesima da quando si è aperto il processo che vede fra gli imputati l’ex sindaco Alfredo Celeste. Il suo intervento è stato ancora centrato in buona parte sull’imprenditore Eugenio Costantino, che è la figura su cui ruota il processo. Il Pm ha ricordato gli episodi criminali in cui Costantino è stato attore non secondario come il sequestro di Mauro Galanti, l’azione per il recupero di un credito e da qui in base ai suoi comportamenti (inchino mafioso e rivendicazioni al gruppo malavitoso) è giunto alla conclusione che l’imputato è un esponente a pieno titolo della ‘ndrangheta.
Abbastanza per annunciare, anche confortato dalla sentenza Mannino, che chiederà per Costantino l’appartenenza all’associazione mafiosa. Poi il Pm ha sottolineato che Costantino ha conosciuto Giuseppe D’Agostino nel 2001 in occasione di un matrimonio a Cosenza e, a parte altri incontri, nel 2010 prima delle elezioni regionali si ritrovano e iniziano un sodalizio con l’aggiunta di Alessandro Gugliotta. L’aggangio con l’ex assessore regionale Domenico Zambetti avviene per il tramite di Fabrizio Garavaglia, che era il referente per il Magentino di Nuova democrazia cristiana, che presenta Costantino all’allora assessore. Poi la candidatura di Teresa Costantino alle elezioni comunali della primavera 2009, ma prende solo 33 voti. Un magro bottino. Ma successivamente, secondo il Pm, Costantino si è avvicinato ancor più a Zambetti che finisce per dargli credito nella convinzione che potesse procurargli tanti voti. In un aperitivo elettorale a Magenta che Costantino ha organizzato all’insaputa di Garavaglia (che si adonta) presenta D’Agostino a Zambetti come imprenditore, ma quest’ultimo lo ricorda come pensionato. Per il Pm le foto scattante in quella circostanza indicano che l’ex assessore regionale avesse consapevolezza che D’Agostino era un ‘ndranghitista. Abbastanza per affermare che si è così suggellato un patto fra Zambetti, Costantino e D’Agostino prima delle elezioni regionali in cui c’erano in palio denaro, acqusizione di lavori per ditte e cooperative e l’impegno di Zambetti per procurare posti di lavoro. Ma Costantino ha descritto il rapporto con l’ex assessore come un inganno, una truffa. Il tutto, secondo il Pm, è confermato dalle intercettazioni ambientali.
