La crisi politica? Una sorta di soap opera in salsa vittuonese. Infatti, anche se salti qualche puntata, non perdi quasi niente, perché la trama è talmente involuta che sei più o meno al punto di prima. Quello che sta succedendo nelle vita politica cittadina. Sembrava che tutto fosse definito con il proposito del sindaco di affidare ad Angelo Poles e Federica Recanello la guida di altrettanti assessorati al posto dei Roberto Stellini e Anna Papetti che sono pronti a restituire il mandato, ma a qualche giorno di distanza non è più sicuro. Si scopre adesso che il sindaco Fabrizio Bagini deve ancora incontrare i tre “dissidenti” Biagio Di Maio, Danilo Portaluppi e Massimiliano Bianchi per ricevere anche da loro il semaforo verde al suo progetto. Il che è abbastanza curioso, ma tant’è quando “si dice gatto senza averlo nel sacco”, ovvero si fanno esternazioni senza sicuri riscontri.
Tuttavia appare plausibile che in un modo o nell’altro arrivi domani il via libera dai tre “dissidenti” che più di tanto non potranno tirare la corda, invocare soluzioni condivise da tutta la maggioranza e obiettare che le dimissioni non sono state formalizzate, ma l’inadeguatezza del metodo impiegato nei piani alti del municipio per uscire dalla crisi resta in piena evidenza. La politica è davvero un’arte difficile e bisogna sin da piccoli “mangiare pane e politica” per non avvitarsi in se stessi e risolversi in pasticciate soluzioni. Con questo modus operandi si sta facendo di tutto, al di là dell’efficacia ammnistrativa, per dare ragione all’opposizione che chiede di restituire la parola agli elettori.
