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Il banco di prova nel consiglio comunale di domani, giovedì 26, ma forse la crisi ha trovato un’inaspettata via d’uscita. Sì, perché i tre dissidenti sono stati convocati dai vertici provinciali del Partito democratico e a quel che si sa stanno trattando e non è da escludere che si arrivi a un accordo che salvi in extremis la legislatura dalla fine traumatica. Infatti se si trovasse un’intesa il sindaco Fabrizio Bagini ritirerà per forza di cose le dimissioni per ricominciare con un clima di collaborazione. Del resto i tre dissidenti hanno sempre richiesto un accordo collaborativo per rientrare in maggioranza. Rompere forse ne va anche del loro futuro politico, perché se dovesse essere vero che il Movimento 5 Stelle  gli ha chiuso le porte le prospettive che si ritrovano per l’immediato non paiono rosee.

Tuttavia le premesse per un rientro, come sembra, ci sono, ma non bisogna dire gatto finché non è nel sacco. Basta forse aspettare la seduta consiliare di domani mattina, alle 10, che peraltro ha all’ordine del giorno due punti collegati al bilancio, che è stato il tema in cui il 31 agosto scorso si è consumato lo strappo, per capire se si è sulla buona strada o meno. Certo che se non si faranno vedere i segnali non sono molto confortanti. Intanto il Pd ha rinviato l’assemblea che doveva svolgersi proprio stasera alle 21 nella sala conferenze del municipio per trattare della crisi. Il che qualcosa vuol significare sullo stato della crisi.

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