Ancora due giorni di attesa e poi si saprà finalmente se calerà o meno il sipario sull’amministrazione Bagini. La suspance è tanta non essendo allo stato subentrati fatti nuovi che possano aiutare a decifrare la complicata situazione. Intanto dall’incontro che si è tenuto ieri a Milano fra gli organi del Pd metropolitano e il direttivo democratico vittuonese qualche spiraglio è sembrato che ci possa essere per salvare la legislatura. Certezze non ci sono e le sensazioni non sembrano molto confortanti. Tuttavia il Pd metropolitano sta lavorando alacremente per scongiurare in extremis la crisi incontrando sia il sindaco Fabrizio Bagini che i dissidenti. La percezione è che adottando una qualche misura che vada incontro ai desideri inconfessabili dei dissidenti si possa arrivare a un accordo o forse a una pace armata per concludere la legislatura senza fibrillazioni e poi, magari, ognuno per la propria strada.
Insomma se Bagini si risolvesse di nominare un assessore che abbia l’imprimatur dei dissidenti la crisi rientrerebbe velocemente come se nulla fosse accaduto. Ma lo farà? Il punto interrogativo resta, ma non è detto che alla luce degli incontri con il Pd metropolitano lasci da parte le riserve e faccia prevalere il bene della comunità che si aspetta che lui continui il mandato e realizzi le cose per le quali s’è speso e anche le ultime annunciate misure che sono per lo stato di crisi in stand by.
