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L’ex assessore Enrico Bodini deve aver sopportato troppe in questi tre mesi di crisi per scatenarsi senza freni. Infatti la presa di posizione dei dissidenti, che lui definisce sedicente gruppo autonomo, proprio con una lunga nota pubblicata da questo blog, non gli è andata giù ed è partito lancia in resta per un’altra incursione sul campo avverso.  In questo comunicato, che ricevo e pubblico, Bodini evidenzia dal suo punto di vista i pretestuosi argomenti del gruppo che hanno finito per mettere in crisi l’amministrazione comunale.

Incredibile l’ultima dichiarazione del gruppo degli autonomi: “Le abbiamo provate tutte per salvare il salvabile”.  Ma non era meglio pensarci prima di votare NO al bilancio e provocare la crisi? Molto probabilmente solo adesso si rendono conto di averla combinata grossa! Di seguito altre considerazioni sul voto contrario al bilancio del sedicente gruppo autonomo: come prima motivazione al suo NO al bilancio, l’ex presidente del consiglio dichiara: “no, perché nessuno mi ha reso edotto di quanto veniva in esso vergato”.

Ma come non è stato informato?!?!? E la riunione da lui stesso citata quando si parlò della dismissione della farmacia comunale? E il consiglio comunale fatto appositamente solo per presentare il bilancio? La procedura di approvazione di un bilancio comunale è disposta proprio in modo tale da poter dare le più ampie garanzie di partecipazione al consigliere comunale, che ha la possibilità di presentare emendamenti dopo l’illustrazione dello stesso bilancio in consiglio comunale. Ma c’è anche da aggiungere che essendo l’ex presidente del consiglio membro del direttivo PD, si dimentica che questo partito ha tenuto, nel mese di luglio, un’assemblea pubblica sul bilancio comunale 2015, assemblea tenuta dallo stesso assessore al bilancio. Ma come è possibile sostenere di non essere stato informato? Il consigliere tocca poi il problema di “nessuna partecipazione e nessuna condivisione” e cita l’ultima riunione di maggioranza fatta prima del famoso consiglio comunale dove si discusse della dismissione della partecipazione riguardo la farmacia comunale. Sull’argomento ho spiegato in quella riunione, poi ho dichiarato nello stesso consiglio comunale e più volte in altre occasioni, che la dismissione della partecipazione della farmacia comunale è un obbligo di legge e non una scelta della nostra amministrazione. Il gruppo di minoranza aveva presentato sull’argomento una mozione per contestare questa mia affermazione che poi ha ritirato senza discuterla. Nel frattempo devo dare atto che anche l’ex presidente del consiglio ha successivamente preso atto della correttezza della mia affermazione contenuta in un parere della Corte dei Conti. L’amministrazione Bagini ha quindi rispettato le regole; come avrebbe potuto fare diversamente senza violare la legge?
L’ex presidente del consiglio ricorda anche il motto di Gaber: libertà è partecipazione. Su questo ho già avuto modo di rispondere anche nel precedente post e ora ribadisco schematicamente: la giunta comunale ha nominato l’ex presidente del consiglio anche presidente del forum partecipativo per la variante generale del PGT. Quale miglior occasione per organizzare un vero momento partecipativo dei cittadini su questo fondamentale atto di programmazione del nostro territorio? Perché accusa che non è mai stata attuata la partecipazione quando uno dei principali attuatori di questa partecipazione doveva essere proprio lui?
Ma il punto centrale delle sue osservazioni che vorrebbero motivare il NO al bilancio è questo: “dov’è il cosiddetto rinnovamento tanto auspicato? … chiaramente quando parlo di rinnovamento di uomini e di idee mi riferisco puramente e semplicemente alla valorizzazione di risorse giovani che possono essere oltremodo utili in questa fase amministrativa. Qualora restasse tutto così com’è se ne prenderà apposito atto, che non potrà che portare alle conseguenti richieste di sfiducia.”

Dopo queste dichiarazioni però gli autonomi (non entro nel merito della scelta della persona), hanno fatto una richiesta che andava da tutt’altra parte: più che un ringiovanimento hanno proposto un invecchiamento della giunta. 

Ma aldilà di questa paradossale considerazione, all’inizio di quest’anno, quando ho iniziato ad occuparmi anche dell’urbanistica e lavori pubblici ho subito invitato due consiglieri del nostro gruppo perché mi affiancassero nella gestione del nuovo assessorato mettendo a loro disposizione il sabato mattina e il martedì dalle 18 alle 19 per trovarci e far “partecipare” anche loro alle scelte amministrative. Perché ora lamentano il non coinvolgimento addirittura affermando: “nessuna partecipazione e nessuna condivisione”?
Da quanto sopra esposto e dal precedente articolo, appare chiaramente che il NOall’approvazione del bilancio è slegato dal contenuto del bilancio stesso, non avendo contestato nessun punto programmatico con riferimento al programma di mandato dell’amministrazione.

Rimane in piedi la richiesta di ringiovanimento che sottintende chiaramente ad una loro presenza diretta od indiretta nella giunta tant’è che nelle dichiarazioni date alla stampa si legge: “Il sindaco deve riconoscerci come gruppo all’interno della maggioranza. Gruppo che esprima almeno un assessore della giunta, in un assessorato di peso”.
Ma come abbiamo visto dalle loro dichiarazioni, a parte la posizione sulla farmacia comunale irricevibile perché contro le regole, non c’è nessun altro motivo consistente per aver votato NO al bilancio comunale e messo in crisi l’amministrazione Bagini.


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One thought on “VITTUONE Bodini: “Il sedicente gruppo autonomo ha fatto cadere volutamente l’amministrazione Bagini”. Ma a che pro?”
  1. giuste osservazioni , prima fanno di tutto per contrastare l'amministrazione Bagini e poi dicono di averle provate tutte per salvarla, ma veramente non mi ci raccapezzo più, non parliamo poi del rinnovamento perché su questo c'è veramente da sbellicarsi dalle risa. In politica accanirsi sulle persone è una mossa sbagliata e chi ha questi tipi di comportamenti ne paga inesorabilmente le conseguenze

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