L’ex assessore Enrico Bodini (Pd) è un fiume in piena e non perde tema e occasione per evidenziare dal suo punto di vista la pretestuosità dei tre dissidenti che hanno causato la caduta dell’amministrazione Bagini. In questa nota che pubblico esamina la situazione della Rsa “Il Gelso” e dimostra con le argomentazioni che non c’era alcun disaccordo con i dissidenti.
Quali sono le questioni irrisolte della Rsa “Il Gelso”? Anche su questa struttura segnalata come argomento critico dal gruppo dissidente e fonte di disaccordo, non c’è niente di irrisolto, non c’è nessuna decisione da prendere. L’unica incognita è come e quando il Comune dovrà restituire i 2 milioni ad Argento Vivo, l’attuale gestore della Rsa, disposizione che dovrà essere presa dal Tribunale a cui si è rivolta la società. Argento Vivo aveva versato nel 2010 al Comune questa somma come riscatto anticipato del diritto di superficie del terreno dove sorge la Rsa chiedendo contestualmente però l’annullamento della convezione che prevedeva agevolazioni ai residenti di Vittuone. Argento Vivo avrebbe dovuto acquistare anche la società Csa la concessionaria del diritto di superficie che le aveva affittata la struttura e che si trovava in una pesante situazione finanziaria. L’eliminazione della convenzione del 2002 e quindi la completa privatizzazione della Rsa è possibile, solo se passati 30 anni dalla stipula della convenzione e quindi, visto l’impossibilità di eliminare la convenzione e le difficoltà di acquisto di Csa, si è avuta da Argento Vivo lo stop della operazione di riscatto anticipato e la richiesta di restituzione immediata dei 2 milioni di euro. Se fosse stata restituita subito la somma, il Comune avrebbe sforato il patto di stabilità con conseguenze finanziarie allora catastrofiche per il bilancio del Comune. Anche per evitare questo ci si è opposti alla immediata restituzione dei 2 milioni di euro e da questo la chiamata in giudizio del Comune in Tribunale da parte di Argento Vivo. In pratica il Comune nel 2010 ha rispettato il patto di stabilità sistemando i conti con il versamento dei due milioni di Argento Vivo ma oggi restituendoli, si ripresenterebbero gli stessi problemi di sforamento, a meno che la nuova finanziaria di quest’anno attenui o annulli le penalità per il non rispetto del patto di stabilità.
La gestione della Rsa prosegue quindi come da contratto originario di concessione con la Csa del 2002 modificato nel 2007; la concessionaria Csa poi ha concesso in affitto d’azienda ad Argento Vivo la gestione della Rsa.
Quello che c’è di nuovo, è che rispetto al 2012, oggi la concessionaria Csa è in condizioni di far fronte ai debiti tributari che aveva con il Comune. Da quest’anno infatti, dopo che il Comune aveva chiesto il pignoramento di questo credito presso terzi, la Csa ha iniziato ad effettuare pagamenti per oltre 100 mila euro risalenti ancora all’Ici dell’anno 2007 e 2008.
Tutto quindi prosegue come da convenzione in essere dal 2002 e con le agevolazioni mantenute per i residenti di Vittuone.
Dove sta il disaccordo del gruppo dissidente?