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In questa nota che pubblico della lista “Cambiare insieme” è dato conto delle ragioni che hanno portato alla conclusione anticipata della legislatura. 
L’attuale normativa dei Comuni come Vittuone, al di sotto dei 15mila abitanti, è chiara: gli assessori devono essere nominati dal sindaco, non dai consiglieri in consiglio comunale, in base all’appartenenza politica. E’ il sindaco infatti che li nomina: devono essere perciò persone degne della sua fiducia. Ciò a differenza dei comuni come Magenta, dove la carica di assessore è incompatibile con quella di consigliere.

I consiglieri hanno la possibilità di sfiduciare il sindaco se ritengono che il suo comportamento sia contrario al mandato ricevuto dagli elettori e votato in consiglio comunale e il “perché“ del voto di sfiducia deve essere motivato con riscontri oggettivi e non perché al consigliere non è stato dato un assessorato! Decide quindi il sindaco, perché solo lui ha la possibilità di farlo, perché è stato eletto democraticamente dai cittadini di Vittuone, dopo aver vinto le primarie del centro-sinistra, senza che nessun partito politico lo abbia nominato.

Sono solo i cittadini perciò ad aver designato Fabrizio Bagini leader della lista civica “Cambiare insieme”. Conseguentemente ogni consigliere deve prendersi tutta la responsabilità di essere stato eletto con il sindaco e ora prendersi la responsabilità di sfiduciarlo: i cittadini valuteranno l’adeguatezza della decisione o, al contrario, si renderanno conto se il voto di sfiducia non è che una voglia di protagonismo, una personale e inconfessabile voglia di rivincita nei confronti del sindaco. Le dimissioni da sindaco Bagini erano certamente prevedibili; solo chi è rimasto innamorato della vecchia politica poteva pensarla diversamente e credere che fosse possibile amministrare per il bene comune immerso in una continua trattativa per le impazienze di consiglieri “amici” che hanno in mente tutt’altro. Del resto il sindaco era stato chiaro in uno degli ultimi consigli comunali quando dichiarò che non era sua intenzione accettare condizionamenti, o peggio ancora ricatti. I consiglieri dissenzienti della maggioranza hanno votato no al bilancio con delle motivazioni inconsistenti; una risposta è stata data già nello stesso consiglio comunale; verranno comunque da noi riprese per farle conoscere a tutti i vittuonesi. Tuttavia vogliamo far rilevare un altro elemento a supporto di quanto sosteniamo: tra le motivazioni addotte, i consiglieri avevano parlato di mancanza di coinvolgimento e di mancata partecipazione alla vita amministrativa; ricordiamo che questi avevano la presidenza del forum partecipativo per la variante del Pgt (Biagio Di Maio) e la presidenza della commissione per il decoro urbano (Massimiliano Bianchi); come è possibile lamentare la mancanza di partecipazione quando loro stessi avevano in mano due eccezionali strumenti per far partecipare i cittadini all’amministrazione del proprio paese? Approviamo e giudichiamo positiva l’amministrazione Bagini.

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