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Si allungano i tempi per la definitiva sentenza sul terreno di via Zara che ormai tiene in ansia 56 soci da troppo tempo. Sì, perché la vicenda affonda le radici nel lontano 2 febbraio 1980 quando con una scrittura privata fra il Comune e le sorelle Miriam, Elda e Donata Frontini si era convenuto che queste ultime avrebbero ceduto il terreno in cui realizzare case in edilizia economica popolare per un valore di 2.000lire al mq. Certo è che fra una sentenza e l’altra si è arrivati a oggi senza che la vertenza si sia conclusa e con i soci tenuti sulla corda. Intanto il pronunciamento sarebbe dovuto arrivare il 14 dicembre, ma la morte di uno dei ricorrenti ha bloccato tutto.

Infatti si è resa necessaria la costituzione in giudizio degli eredi con la conseguenza che si è dovuto riattivare l’iter per la ripresentazione del ricorso. I legali dei ricorrenti hanno tempo sei mesi per riproporre il ricorso, ma si sono già mobilitati per avviare la procedura. Intanto il Comune ha chiesto ai malcapitati soci di rifondere 40.000 euro per effetto della causa già vinta in cui i soci sono stati condannati dal Tribunale di Milano a pagare 690.000 euro. Il rischio che per i soci sia solo un anticipo di quel che dovranno pagare non è da sottovalutare. 

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