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Tanto rumore per nulla. Sì, sembrava che gli amministratori pentastellati fossero degli indefessi volontari civici che prestavano quasi gratuitamente la loro opera per la comunità, ma, stando a quel che è andato in scena nel consiglio comunale di ieri sera, il taglio dell’indennità ammonta in appena 19,39 euro lordi mensili, ovvero il valore del gettone di presenza. I consiglieri comunali cinquestelle, a loro volta, hanno rinunciato al gettone di presenza. La somma risparmiata -è stato detto- verrà destinata a non definiti progetti per le scuole.

Insomma è stata costruita una grande attesa, ma a conti fatti la montagna, come si suol dire in questi casi, ha partorito il classico topolino. Ma dal fronte dell’opposizione sono arrivate critiche. Maria Teresa Olgiati (Pd) ha osservato che loro avevano fatto altrettanto anche quand’erano all’opposizione, ma con discrezione e tatto non trovando motivo di pubblicizzare la scelta che attiene alla sfera della sensibilità. Invece a suo dire, i cinquestelle hanno un altro stile e battono la grancassa della diversità a parole. Comunque, stando alla delibera di giunta del 20 dicembre scorso, gli importi sono questi: 2.821,07 al sindaco, 1.542,87 euro al vicesindaco e 1.258,81 euro all’assessore. Il compenso è ridotto del 50% per gli amministratori lavoratori dipendenti  che non siano collocati in aspettativa non retribuita.

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