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Maggioranza sempre più fragile e a rischio di implosione. Sì, perché la richiesta del consigliere comunale Enrico Montani (Voi con noi) di istituire una commissione di controllo per verificare la corretta o meno attuazione dei lavori di via Gallina è più di una spina nel fianco per la malandata maggioranza. Infatti a sostenere la proposta, oltre allo stesso Montani, ci sono Gabriele Fabris (Noi con voi), Simone Ligorio (M5S) e soprattutto Tina Ciceri, capogruppo del Pd. Una figura non certo secondaria del maggiore partito di maggioranza e per di più su un tema che è altamente sensibile in cui la compagine amministrativa potrebbe entrare in rotta di collisione se sconfessasse Ciceri.

Ma anche se fosse formalmente d’accordo più che altro per non far saltare tutto, gli elementi di criticità resterebbero ugualmente in atto, anche se sotto traccia. Un fuoco che covando sotto la cenere potrebbe prima o poi divampare. Non solo. Anche il consigliere Roberto Galli, avendo costituito il gruppo misto con l’arrivo di Maria Teresa, non potrà più nascondersi dietro il paravento dell’alzata di mano, ma obbligato per il ruolo istituzionale che si è ritrovato a coprire a fare la dichiarazione di voto e indicare i motivi di un eventuale diniego del gruppo che rappresenta. Votare contro non gli sarà facile a meno che non rinneghi i principi delle liste civiche con cui è stato eletto che riponevano nella trasparenza e nella legalità la ragione dell’azione amministrativa. D’altra parte sarebbe per lui un onere eccessivo e inutile, perché Montani è intenzionato nel caso ci si opponga alla commissione di rimettere la questione all’attenzione della magistratura. E quando un atto finisce sub judice solo per cocciutaggine non è la migliore scelta. Intanto vale la pena riportare una considerazione di Ernesto Pisanu, ex consigliere comunale, ma attento osservatore delle cose locali, che fotografa perfettamente la situazione cittadina. “A Bareggio -afferma Pisanu– sta accadendo qualcosa di anomalo sul fronte politico-amministrativo. Si stanno creando le condizioni per far sì che diventi un paese in cui sarà complicato amministrarlo, perché i rapporti fra chi ha deciso di occuparsi della politica amministrativa sta deteriorando i rapporti fra loro. Io sono per il bene comune e fare il bene delle persone”.

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