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| Francesca Urciuoli |
Un’idea così bella e coinvolgente poteva immaginarla e realizzarla solo un’appassionata come Francesca Urciuoli, psicologa e presidente della cooperativa sociale Metamorfosi, che si occupa di servizi psicologici nel campo dell’infanzia, dell’adolescenza, della famiglia e della scuola. Infatti proprio questo amore per i piccoli l’ha spinta a realizzare il progetto Cavalcando il futuro, ovvero a dare la possibilità ai bambini di incontrare i cavalli nel giardino della loro scuola. E così Urciuoli, che nella vita fa la psicologa, ha incontrato i bambini di ben 12 classi della scuola dell’infanzia e primaria dell’istituto comprensivo di via IV novembre, ma si ripromette di tenere altri due incontri, di cui uno in giardino coi pony e un altro conclusivo in classe. E lei stessa a raccontare la straordinaria esperienza.
Nel primo incontro in aula ho proposto una prima conoscenza del mondo equestre: le caratteristiche fisiche del cavallo, la sua alimentazione e pulizia, le sue emozioni. Ho presentato i contenuti ai bambini attraverso modalità adatte all’età quali attività pratiche, materiali realizzati appositamente per il progetto, disegni e giochi interattivi e stimolanti che li hanno aiutati nell’apprendimento e nella memorizzazione delle novità.
I bimbi erano in attesa di questo momento e l’hanno vissuto con curiosità e interesse: anche quelli inizialmente più timidi nel corso dell’incontro si sono avvicinati e hanno partecipato attratti dallo stimolo inconsueto e questo mi ha permesso di coinvolgere nel gruppo e nella relazione con gli altri bambini anche quelli normalmente più marginali o solitari e poco coinvolti nelle attività.
Ma il momento tanto atteso da tutti è stato senza dubbio l’incontro dal vivo con i pony fuori dalla classe: aprire una porta e, a pochi passi, trovare gli animali in carne e ossa!
Nel secondo incontro i pony sono arrivati in giardino e i bambini hanno potuto sperimentare dal vivo quanto appreso nel primo incontro attraverso l’avvicinamento ai pony che hanno accarezzato, spazzolato, nutrito e condotto a mano, sempre attenti a rispettare le esigenze degli animali e le regole necessarie. Alcuni hanno fatto mille domande (e dato anche risposte), altri hanno voluto toccare più volte il pelo morbido o spazzolarlo con cura, per altri ancora portare il pony alla corda tra gli alberi del giardino è stato fonte di gioia e stupore allo stesso tempo.
Anche nell’incontro con i pony ci sono stati momenti molto significativi di bimbi che – pur manifestando un’iniziale diffidenza nei confronti dell’animale – col tempo, l’osservazione, l’incoraggiamento (mai forzato) e soprattutto le spiegazioni hanno scelto di provare a toccare i pony vivendo quest’esperienza con soddisfazione e portandosi a casa il ricordo di aver affrontato e superato un timore o un’incertezza.
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