Un risparmio di circa 600.000 euro e un aumento del 27% della raccolta differenziata per l’anno corrente. Sì, questi sembrano essere i numeri del nuovo corso della raccolta dei rifiuti che ha preso il via il 1° gennaio scorso, ma rischiano anche di scatenare nuove polemiche, se non addirittura interessare la Corte dei conti per lo “spreco”. Sì, perché l’appalto del servizio si sarebbe potuto fare molto prima, ma in municipio, come già a suo tempo denunciato dal consigliere Simone Ligorio (M5S), non si sono mossi con la solerzia necessaria, avanzando mille difficoltà per procedere con maggiore sollecitudine. Il risultato del passo lento è che la comunità si è dovuta accollare un costo che magari si sarebbe potuto scongiurare. Infatti solo dopo ben 11 mesi di proroghe si è proceduto al l’assegnazione del l’appalto del servizio d’igiene. Non a caso il M5S ha investito l’Anac, l’agenzia anticorruzione, del ritardo che si è attivata per chiedere conto della circostanza al Comune e a sottolineare che le proroghe ad libitum, oltre che non essere giustificate da ragioni plausibili, potrebbero configurare un danno erariale. È ora non è da escludere che venga chiesto l’intervento della Corte dei conti.