Il cornaredese Cristian Giuliano Provvisionato, detenuto da 8 mesi in Mauritania, ha scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere di adoperarsi per far sì che possa “rientrare in patria il più presto possibile”. Un intervento il più presto possibile prima che la sua vicenda si trasformi in tragedia essendo ammalato di diabete e senza potersi avvalere di cure. “Ho già perso 25-30 kg -scrive-, non posso curarmi come dovrei, non posso sostenere le giuste visite mediche per il diabete, inizio a temere seriamente per la mia salute”. Provvisionato grida la sua innocenza e di essere tenuto agli arresti “per reati mai commessi” e di essere stato mandato in Mauritania nell’agosto scorso dall’azienda per cui lavorava, che opera nel campo delle investigazioni private, per sostituire un altro italiano che doveva rientrare in Italia. Il suo compito doveva essere quello di fare una dimostrazione di alcuni prodotti di una società straniera al Governo mauritano. Ma la circostanza gli è stata fatale. “Sono stato mandato -scrive nella lettera- con l’inganno per togliere da una brutta fine l’altro italiano”. Non solo. “Il Governo mauritano -aggiunge- si ostina a tenermi in detenzione anche davanti all’ evidenza che sono parte lesa come loro in questa vicenda. E’ un fatto gravissimo: sono l’ unico agli arresti, mentre tutti i veri responsabili di questa truffa sono liberi”. Provvisionato riconosce che la Farnesina e l’ambasciata italiana di Rabat si sono dati da fare per restituirgli la libertà , ma -conclude-“c’é un muro da parte delle autorità mauritane che non vuole cedere”.