Mercoledì 25 sarebbe dovuto riprendere il processo per le note vicende cittadine in cui sono coinvolti fra gli altri l’ex primo cittadino Alfredo Celeste, il medico chirurgo Marco Scalambra e l’imprenditore Eugenio Costantino, ma con l’annunciato sciopero degli avvocati l’udienza sembra proprio destinata a saltare. E così, salvo il rientro dello sciopero, si allungano inevitabilmente i tempi per giungere a sentenza. Infatti il verdetto sarebbe probabilmente già arrivato se il 3 febbraio a causa della defezione per ragioni di salute del presidente del collegio giudicante l’udienza non fosse stata aggiornata a mercoledì 25 maggio.
In quella giornata l’avvocato Giorgio Bonamassa, che assiste Celeste nel processo, avrebbe dovuto svolgere all’ottava sezione la sua terza arringa, ma non gli è stato possibile per l’assenza del presidente. Ma con lo sciopero dei legali (24, 25 e 26 maggio) si prospetta un altro differimento che proietta più in là il pronunciamento. E gli imputati continuano a rimanere fatalmente sulla graticola al di là della sentenza. Il processo iniziato nell’ottobre 2014 non è ancora arrivato al traguardo e una previsione al momento non sembra facile. La spada di Damocle però continua a pendere sulle loro teste e per chi aspetta giustizia è un supplizio.
