Che senso potrebbe avere oggi a meno di due anni dalla fine della legislatura mettere fuori gioco il vicesindaco e sperare di invertire la rotta quando in pista di lancio c’è poco, se non nulla? Sarebbe come ammettere pubblicamente il fallimento dell’esperienza politico-amministrativa, anche se a scoppio ritardato, e peggio ancora, riabilitare indirettamente le liste civiche (Voi con noi e In volo) che erano state estromesse dalla maggioranza, ree di frapporre ostacoli e rallentare l’azione amministrativa. Sarebbe come dire che la colpa dell’immobilismo non era solo di loro, ma nella coalizione mal assortita. Ma soprattutto il Pd se l’è domandato come avrebbe reagito il gruppo Io amo Bareggio se fosse messo davanti al fatto compiuto? Sarebbe disposto a ritrovarsi con il suo uomo di punta fuori dalla giunta ed essere pure additato come il responsabile del fallimento? Appare molto improbabile che faccia da capro espiatorio. La fine della legislatura anticipata sarebbe allora inevitabile. Ma il Pd è così autolesionista ad affondare se stesso e rischiare di non tornare più in municipio?
Il Partito democratico ha davvero chiesto la testa del vicesindaco Egidio Stellardi? Chissà, ma, a dar retta alla stampa, il circolo democratico cittadino avrebbe manifestato la volontà di estromettere Stellardi, che è espressione del gruppo Io amo Bareggio, per scuotere -si dice- l’amministrazione comunale dal torpore in cui è progressivamente precipitata. Certo -è un ragionamento ipotetico-, se fosse vero che il Pd avrebbe chiesto l’allontanamento di Stellardi, a parte l’incomprensibile velleità, sarebbe come certificare la propria totale mancanza di lungimiranza politica e riconoscere canddiamente di aver sbagliato tutto.
