Il question time introdotto dall’amministrazione Cipriani? Una patacca preconfezionata. Sinistra di Sedriano è convinta che la novità non è altro che una sorta di specchietto per allodole. Sì, perché, a suo giudizio, da marzo, quando è entrato in vigore, è stato utilizzato una sola volta e solo per sua iniziativa. “Si tratta -afferma SdS– strumento alquanto complesso.
E’ necessario inviare la domanda almeno dieci giorni prima della convocazione del consiglio comunale, data conosciuta solo dai consiglieri comunali… e amici.
Per questo motivo, è facile che la domanda non venga discussa nella prima seduta utile… forse nella successiva -in data non ancora stabilita- e in questo modo l’argomento del quesito potrebbe, ovviamente, risultare superato. E’ il classico esempio di specchietto per le allodole…”. Non è tutto. SdS ironizza sui “democratici interventi stellati”. Quali? Anzitutto “l’allontanamento dalla saletta riservata ai gruppi consiliari, con la complicità di quel PD che oggi si lamenta -comicamente- più o meno per lo stesso motivo. E che dire delle tanto decantate riunioni o consigli comunali aperti al pubblico? Nemmeno l’ombra, se non un’assemblea autocelebrativa, riservata ad amici e fans. E le varie piattaforme utilizzate dai vari gruppi pentastellati nazionali per coinvolgere i cittadini nelle scelte delle varie amministrazioni? Non pervenute. E il bilancio partecipativo? Forse si sarà perso per strada… E poi la conferma -consolidata- che questa giunta stellare arriva sempre con la soluzione in tasca, spesso senza averla discussa o resa pubblica (vedi Parcobaleno), oppure, cosa ancora più grave, snobbando e cercando di ridicolizzare le firme presentate (circa 1.600) contro la sciagurata scelta di eliminare l’ambulatorio comunale”. Insomma, secondo SdS, i pentastellati sono “estranei a ogni pratica democratica, sono intolleranti ad ogni forma di reale opposizione (particolarmente la nostra) considerata inutile, poco propositiva, velleitaria. E, dulcis in fundo, arriviamo all’ultima genialata del mayor Cipriani: l’abolizione delle commissioni consultive. Come si sa, stiamo parlando di u’assemblea di cittadini (non consiglieri comunali) che hanno la facoltà di esprimere pareri non necessariamente vincolanti per l’amministrazione comunale. Famose -in passato- sono state le commissioni giovani, biblioteca, mensa, ecc… Un modo intelligente e importante di far partecipare i cittadini, attuato da tutte le amministrazioni. Ma giustamente ora si cambia, poiché queste pratiche rientrerebbero nella “vecchia politica becera” (cit. Valeria Chiesa), quindi sono strumenti vecchi superati e inutili. Chi decide oggi è solo colui che è stato designato dalle stelle: il sindaco venezuelano (cit. Di Maio)…”.
