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| Emanuele Contu |
Il silenzio è d’oro, recita un vecchio adagio. Ma stavolta il silenzio osservato dall’assessore all’istruzione Emanuele Contu, messo sott’accusa dalle opposizioni (Fratelli d’Italia, Lega nord e Forza Italia) per l’ondivaga gestione del demansionamento scolastico, è per così dire di acciaio. Un silenzio assordante che non si capisce se sia stato frutto dell’imbarazzo della messa sott’accusa, o per l’impossibilità di sfornare una qualche giustificazione plausibile, oppure per far decantare la buriana o altro ancora. Certo è che Contu non solo è rimasto in silenzio durante la discussione della mozione di sfiducia dell’opposizione per il suo operato, ma neppure successivamente è intervenuto.
Colpisce che sia lui che il sindaco Yuri Santagostino che pure commentano ogni inezia su Facebook che gli può sembrare utile per accrescere i consensi, stavolta si son ben guardati a intervenire. Eppure la delicatezza della materia e gli effetti provocati doveva spingerli a fare chiarezza e tentare di recuperare il consenso del mondo scolastico, che sembra in caduta libera per le scelte che volevano fare in municipio. Niente di niente. Ma può un amministratore restare in silenzio quando le sue scelte non sono condivise? No, ma è il nuovo corso della politica che non avendo più un’area, un blocco sociale di riferimento e per di più vivendo solo di social per alimentare il nonsense e la distrazione pensa che, osservando la regola del silenzio, i fatti non esistano più e comunque se casomai qualcosa dovesse emergere sfumi nel nulla da dove accidentalmente è venuto.
