![]() |
| Laura Bonfadini |
Ricevo e pubblico questa nota della segretaria del circolo democratico Laura Bonfadini sul referendum costituzionale del 4 dicembre.
Con il referendum del 4 dicembre si è conclusa una lunga campagna elettorale a sostegno del Sì alla riforma costituzionale. Sono molte le riflessioni che affollano la mia mente in questi giorni, al termine di una mobilitazione referendaria tanto pessima nei toni quanto decisiva per il futuro del nostro Paese. Sebbene l’esito finale della consultazione non ci abbia premiato non ci sentiamo affatto sconfitti. Dobbiamo a questa stagione di riforme e alla fermezza di Matteo Renzi, che ha fortemente voluto il referendum per fare esprimere tutti gli italiani, uno dei momenti più alti della partecipazione democratica nel nostro Paese, che per Vittuone ha significato ben il 73% dei votanti.
Al di là del rammarico per non poter vedere realizzata una riforma del sistema istituzionale, che avrebbe portato numerosi benefici al funzionamento del nostro Paese, rimane la soddisfazione di aver avvicinato persone nuove alla politica. E questo è un patrimonio che il nostro partito deve valorizzare. Noi crediamo che le ragioni che ci hanno spinto a sostenere il Sì rimangano valide: costruire un futuro migliore, avere delle istituzioni moderne ed efficienti.
Adesso riteniamo necessario un rilancio politico del PD, su diverse tematiche: l’attenzione ai nuovi diritti e alla salvaguardia di quelli vecchi, a partire dal tema del lavoro e della globalizzazione; l’attenzione al continuo aumento delle disuguaglianze e della povertà, per la quale è assolutamente necessario estendere tutele a livello internazionale.
È il momento di ripartire da quel 41% che a livello nazionale ha votato Sì alle riforme e che sostiene l’esigenza di un forte cambiamento, unito nella convinzione che il Partito Democratico con il suo segretario Matteo Renzi rappresenti l’unica forza politica in grado di coniugare innovazione politica, competenza e capacità di governo.
Pensiamo che la scelta del premier di dimettersi, in un Paese dove mai nessuno perde e lascia il proprio posto, sia unica nel suo genere. E risulta ancor più coraggiosa se si considera che Renzi è l’unico Presidente del Consiglio che si è dimesso senza ricoprire la carica di parlamentare, e quindi senza avere quel paracadute politico del quale i predecessori hanno sempre beneficiato. Un comportamento esemplare, che fa apparire ancora più avvilenti certi trasformismi della classe dirigente.
Intanto ci sembra più che dovuto un immenso ringraziamento ai concittadini che ci hanno sostenuto e agli iscritti e simpatizzanti democratici impegnati negli ultimi mesi a parlare, informare, comunicare le proprie emozioni al mercato, in piazza, alla stazione. Infine un particolare ringraziamento a tutti i componenti del Comitato Basta un Sì.
Questo è un punto di partenza, non di arrivo, per le nostre ragioni. Grazie, grazie di cuore a tutti voi.
