![]() |
| Alfredo Celeste |
Il momento della verità processuale è arrivato per l’ex sindaco Alfredo Celeste. Infatti domani mattina all’ottava sezione penale del Tribunale di Milano si terrà l’udienza finale prima di decidere il destino dell’ex primo cittadino e degli altri imputati: il dottor Marco Scalambra, l’imprenditore Eugenio Costantino, l’ex assessore regionale Domenico Zambetti, Ambrogio Crespi, Ciro Simonti. L’udienza è comunque propedeutica all’emanazione della sentenza di primo grado. In apertura del dibattimento è presumibile che venga fatta una ricognizione del processo e poi, se il Pm non dovesse avere l’esigenza di fare precisazioni o integrazioni, la corte si ritirerà in camera di consiglio per deliberare il verdetto. Ma è anche possibile che comunichi alle parti che renderà pubblica la sentenza in una data precisa.
L’attesa è grande per mettere un primo punto fermo sulla vicenda in cui Celeste è accusato nell’esercizio delle sue funzioni di sindaco di aver fatto promesse a Costantino per garantirsi il consenso politico e il potere. Ma prove non sono state mai evidenziate. Tuttavia il Pm ha ammesso che non c’è prova che Celeste conoscesse Costantino sotto la veste di ‘ndranghetista e che non abbia fatto alcuna promessa in modo diretto, ma -ha desunto- per interposta persona. Il suo avvocato Daniela Torro nella sua arringa conclusiva ha chiesto “di assolvere l’imputato Celeste ex art. 530, primo comma C.p.p., perché il fatto non sussiste o, in subordine, perché l’imputato non l’ha commesso. E vi chiediamo di farlo non tanto e solo per Celeste, per cui ci dispiacerebbe davvero se nella fase finale della sua esistenza, dopo anni e anni di esercizio di funzioni pubbliche con probità e costumatezza, senza alcun tornaconto personale, dovesse arrivare a pensare che in fondo in Italia è meglio farsi corrompere, perché almeno se devi finire per due volte in questa bassa macelleria mediatico-giudiziaria perdendo anche il posto di lavoro, è meglio se ci finisci per aver commesso effettivamente un reato”.
