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L’ex assessore Enrico Bodini non molla sull’idea di dar vita a un gruppo che si occupi della pulizia e tutela del parco di Villa Venini e rilancia l’iniziativa, anche alla luce dell’incontro con il sindaco Stefano Zancanaro che ha condiviso la proposta e si è anche impegnato di darne il suo apporto. In questa nota che pubblico dà conto dell’evoluzione del progetto che lui stesso ha ideato e lanciato.
La mia iniziativa di intervento per evitare di trasformare il parco della Villa Venini in discarica infestata da topi e cimitero di alberi secolari deriva da questo principio. Bisogna assolutamente evitare per il Parco della Villa la sindrome delle finestre rotte come me l’ha ricordata l’amico Paolo Fagnani con cui avevo parlato di questa iniziativa per rendere agibile e frequentabile il parco. “La sindrome della finestra rotta, descrive un comportamento sociale.

Se viene spaccata la finestra di un edificio è probabile che ne verrà spaccata un’altra. Se le finestre rotte sono due le probabilità che se ne aggiunga una terza aumentano. Se la finestra è invece riparata, il processo di solito si ferma. Ovviamente, se applicata “al contrario”, la teoria si associa al concetto del “dare il buon esempio”. Le persone tendono ad adeguarsi, avvicinarsi, preferire situazioni, persone o luoghi a loro stessi affini e se impossibilitati a scegliere tendono a cambiare per uniformarsi. Per cui creare un ambiente di un certo tipo: con finestre rotte, per esempio, porta la comunità attigua a distruggere, un ambiente invece ben curato porta la comunità (anche quella non naturalmente “curata”) a curare l’ambiente che la circonda. “Il progetto di sistemazione parco è pronto dal 2015 e comporta una spesa di poco meno di 500 mila euro; conoscendo la situazione finanziaria del Comune so che per intervenire direttamente il Comune o si indebita ulteriormente o deve aumentare le tasse. Io sono per una soluzione intermedia diversa, si riporti l’area ad un stato di pulizia come già fatto nel 2015 e poi non più mantenuta l’anno scorso, si traccino e si formino i vialetti tipo quelli all’interno del bosco del Lazzaretto utilizzando il materiale verde trinciato e si installino alcune panchine fatte con il legno degli alberi già abbattuti. L’UTC le aveva già fatte preparare anche facendo trenini gioco per bambini, sempre utilizzando gli alberi abbattuti. I precedenti interventi nel 2015 sul parco, avevano creato tre passaggi pedonali ed installato lo storico cancello in ferro battuto. Purtroppo non è stata fatto l’acciottolato in sassi, la “rizzata”, all’interno dei carradori della piazzola di ingresso di via Piave, ma sono pochi mq, qualche migliaio di euro di costo. Dopo una pulizia generale della vegetazione “tipo anno 2015” fatta con i mezzi professionali, può iniziare il lavoro di “fino” e pulizia fatto da volontari sotto la guida di “esperti” utilizzando comuni attrezzi di giardinaggio e … tanto tempo. Gli esperti potranno anche “formare” i volontari all’arte del giardinaggio. Una volta terminato questo lavoro di pulitura-finitura che riguarderà non tanto gli spazi a prato ma le aree “boscate” e le aiuole, il parco verrà inserito nella normale manutenzione periodica degli altri parchi cittadini mentre i lavori “di fino” potranno essere ancora seguiti dai cittadini-volontari con un impegno comunque limitato. Si dovrà anche verificare la possibilità concessa da Regione Lombardia di richiedere borse lavoro per giovani da impegnare nella gestione-manutenzione del parco della villa come avvenuto a fine 2015 per il bosco del Lazzaretto. Per una salvaguardia della particolare situazione del parco ed in attesa della sistemazione definitiva con nuova piantumazione, formazione di vialetti più ampi con materiale lapideo, panchine e illuminazione, il Parco potrà avere delle aperture orarie limitate. Ieri pomeriggio, nel corso dell’incontro con il sindaco, ho illustrato questo percorso. Il sindaco lo ha condiviso e si è dichiarato disponibile in prima persona a seguirlo e a partecipare direttamente nel gruppo “amici del parco della Villa Venini”. Questo gruppo sarà senza connotazione partitica e verrà formalizzato e strutturato in una assemblea pubblica appena verranno definiti dal Comune i lavori di pavimentazione dell’ingresso principale di via Piave e la pulitura generale del parco.

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