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Il Partito democratico cittadino ha condiviso la scelta del sindaco Giancarlo Lonati di firmare il protocollo sulla distribuzione dei migranti. In questa nota che pubblico spiega le ragioni della sua posizione.
 – Firmare il protocollo sarebbe un vantaggio perché il prefetto si impegna a non allocarne più del 50% di quelli che ci spetterebbero col protocollo Anci, quindi circa una ventina al posto dei 49 iniziali di cui si parlava, in modo che i migranti in arrivo sarebbero meno dell’1,5% della popolazione di Bareggio. 
 – Firmando o non firmando il protocollo, come ribadito anche dal ministro Minniti, i migranti sarebbero arrivati lo stesso, questo perché il prefetto può tranquillamente fare accordi con privati cittadini per allocarli dove meglio crede, oppure requisire degli spazi pubblici non utilizzati per sistemarli, come fatto per esempio a Bresso.

 – I migranti che arriveranno non saranno messi in palestre o scuole, infatti siglando il protocollo, il prefetto si impegna a promuovere dei bandi per cui i privati potranno dare la disponibilità di spazi (di cui verranno pagati gli affitti) e saranno soggetti del terzo settore, come le cooperative, che penseranno alla loro gestione, il tutto senza incidere sulle casse del comune. 
 – I migranti che arrivano rimangono in attesa della verifica dei requisiti, se questi requisiti non fossero in linea con le direttive ministeriali, saranno rimpatriati, per quelli che riceveranno asilo invece, entreranno nell’assistenza di secondo livello che è lo SPRAR, questa procedura durerà meno di 3 anni, quindi la problematica del ricongiungimento familiare è inesistente. Detto questo la questione migranti è una questione delicata e che purtroppo non riguarda Bareggio e l’Italia ma l’Europa. Noi pensiamo che lasciare Milano da sola in questa situazione non sia la soluzione, tutti noi dobbiamo dare una mano e prenderci la responsabilità di un problema umanitario immenso. La differenza tra noi del Partito Democratico e gli altri è che noi prendiamo il problema di petto, lo affrontiamo, cerchiamo delle soluzioni, a volte sbaglieremo, ma non utilizziamo slogan del tipo “prima gli italiani”, oppure “aiutiamoli a casa loro”, che non risolvono comunque la situazione. Troppo semplice così, se ci fossero stati altri partiti o movimenti i migranti non avrebbero smesso di arrivare in Italia, il punto è trovare una soluzione comune, perché prima di tutto stiamo parlando di vite umane, dove la maggior parte scappa da miseria, fame e guerre. La battaglia va fatta? Sì, ma in Europa e insieme. Troppo semplice dire sempre no a tutto e dare la colpa a qualcun altro, forse è tempo di prendersi delle responsabilità e cominciare a cambiare le cose sul serio, rimboccandosi le maniche. Più che interessate a trovare soluzioni per il problema dell’immigrazione molte forze politiche sembrano più interessate a produrre slogan, e questo solo per prendere qualche manciata di voti in più? No grazie, noi come PD di Bareggio pensiamo e crediamo che non ci abbasseremo mai a questo livello, orgogliosi di non farlo.

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