C’è ancora qualche speranza che i lavoratori della Colgar non si ritrovino fuori dal circuito occupazionale. Infatti l’Agenzia regionale del lavoro, dove si è trasferita la trattativa, nonostante che la proceduta di mobilità sia scaduta, ha concesso altri 7 giorni alle parti per trovare un’intesa in extremis e scongiurare i licenziamenti. L’ultimo e decisivo incontro è previsto per il prossimo giovedì 29. Se dovesse concludersi in un nulla di fatto allora per i dipendenti il licenziamento sarebbe cosa fatta. La proprietà della Colgar, il gruppo cineseZhejiang Rifa Precision Machinery Company itd, ha fatto sapere che è sua intenzione mantenere nell’attuale azienda di via Marconi la progettazione, i servizi e la commercializzazione e il reparto concernente la deformazione delle lamiere, nonché accordare 18.000 euro lordi a ciascun lavoratore che motu proprio si licenzi.
La proposta assicurerebbe il posto di lavoro a 26 unità, mentre altri 10 potrebbero accedere alla pensione e 22 avvalersi dell’esodo incentivato. Non è il massimo, ma spuntare di più non pare facile. Tuttavia la Fiom Milano sta facendo pressing sulla Regione affinché intervenga ed eviti i licenziamenti e salvi il salvabile. Intanto l’attività produttiva dell’azienda è bloccata e i lavoratori sono in assemblea permanente.
