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| Renato Laviani |
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| Yuri Santagostino |
Certo che con l’avvicinarsi alle urne (26 maggio) basta poco per scatenare l’adrenalina tenuta a bada sin qui. Infatti è valsa l’indisponibilità per impegni del candidato del centrodestra Renato Laviani di accettare il confronto pubblico (proposto dal settimanale Settegiorni) fra gli aspiranti alla guida del municipio ha finito per contrariare il sindaco uscente Yuri Santagostino. “È evidente -attacca Santagostino– che il candidato di centrodestra ha paura. Non credo del sottoscritto, ma per timore di mettersi in gioco in un confronto in cui ha poche cose da dire e da raccontare su una città che non è la sua e non conosce. Il sindaco ha una responsabilità fondamentale nella difesa e nel sostegno dei propri cittadini. E se un candidato non ha il coraggio di metterci la faccia sia quando è facile sia quando è difficile allora forse deve pensare di non essere adatto a fare il sindaco.
Io mi rendo disponibile a un confronto pubblico in giorno, orario e luogo proposti da chi dice di avere troppi impegni”. Ma Laviani non è stato a guardare. “Mettiamo le cose in chiaro -replica Laviani-, caro sindaco uscente. Le date per il confronto pubblico tra candidati, ossia lunedì 20 e martedì 21 maggio, erano coperte da impegni. Magari ti stupirà saperlo, ma tra il 10 e il 24 maggio la nostra agenda è fitta di 31, ripeto 31 appuntamenti. Caffè in casa degli elettori, caffè al bar, incontri pubblici, gazebo, iniziative di vario genere, cene a casa di persone che ci hanno chiamato per andare da loro alle 21, perché tornano dal lavoro a quell’ora e prima non possono. E noi, dove ci chiamano, andiamo. Se invece ci vengono poste due date chiuse, e noi non possiamo, non vediamo quale scandalo ci sia nel dire ‘no grazie’. E poi, se sei così sicuro della bontà del lavoro che hai svolto negli ultimi 5 anni, qual è il problema? Vincerai a mani basse, o no?”. Ma non è finita qui. Laviani è puntiglioso e ficcante. “Se il confronto si fosse tenuto -aggiunge Laviani– avresti dovuto spiegare per quale ragione a Cornaredo il numero degli agenti di polizia locale è vertiginosamente sceso, perché il centro sportivo è ridotto così, perché dal 25 aprile a oggi ci sono giunte via Wapp almeno 50 segnalazioni di degrado urbano, verde manutenuto in modo pessimo, buche come voragini, dossi senza senso. Dovresti spiegare agli elettori che la tua coalizione vuole una consulta per stranieri e migranti, mentre noi non la vogliamo assolutamente. Vieni quando vuoi Yuri -continua Laviani-, ti aspettiamo, anche perché ci pare che i tuoi incontri non siano così affollati… Ti aspettiamo. Solo, non usare questa cosa della città ‘non sua’… Vieni da un partito serio, da una cultura politica rispettabile, e queste cadute di stile sono degne di un populismo che non vi appartiene. Confrontiamoci sulle cose, oggi è possibile farlo con una moltitudine di opportunità, fisiche o virtuali. A noi Cornaredo -conclude Laviani– pare ripiombata in un bianco e nero a tinte fosche, che noi rivogliamo portare al colore. Una Cornaredo brutta e sciatta, che noi vorremmo fosse bellissima. E non sarà un confronto a cancellare quello che hai fatto, o non hai fatto, e il desiderio di autentico cambiamento che percepiamo ogni giorno di più, quando stringiamo le mani al mercato, nelle piazze, nei bar, nelle case. Se invece uno se ne sta al chiuso del suo punto elettorale, può darsi che non se ne accorga…”.
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