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Il Partito democratico non si capacita come mai la maggioranza abbia bocciato la sua mozione per creare una fascia di mitigazione ambientale al fine di separare il quartiere Merendi dai data center, che dovrebbero sorgere nell’area ex Alemagna. Ma per contro trova strano che la stessa maggioranza non abbia esitato a dimezzare il parcheggio pubblico previsto in via Monzoro a seguito dell’insediamento del nuovo supermercato, trasferendo inoltre parte dell’area a verde pubblico in via Don Sturzo. Non è tutto. La giunta, nel frattempo, ha dato il via una variante semplificata del piano di governo del territorio (PGT) per consentire la costruzione di due data center su un’area a verde privato (Data 4, nell’ex Italtel). 

“Denunciamo pubblicamente questo doppio standard: da una parte si dice sì ai costruttori di supermercati e ai grandi fondi immobiliari, dall’altra non si ascoltano i cittadini e il quartiere. Ribadiamo con forza la nostra richiesta: la creazione di una vasta area di mitigazione ambientale verso il data center dell’area ex Alemagna, pari a 35.000 mq, come previsto dal vigente PGT. I data center hanno un impatto ambientale significativo: elevato utilizzo di energia, consumo di acqua, produzione di rifiuti elettronici, emissioni di gas serra e consumo di suolo. Sotto l’aspetto sanitario andrà rigidamente monitorato l’eventuale impatto di patologie croniche e tumorali plausibilmente associate alle emissioni dei data center nei nostri territori, mitigando i danni ambientali e promuovendo progetti che tutelino la qualità dell’aria e la salute pubblica. Ribadiamo con forza la nostra richiesta: la creazione di una vasta area di mitigazione ambientale verso il data center dell’area ex Alemagna, pari a 35.000 mq, come previsto dal vigente PGT. I data center hanno un impatto ambientale significativo: elevato utilizzo di energia, consumo di acqua, produzione di rifiuti elettronici, emissioni di gas serra e consumo di suolo. Sotto l’aspetto sanitario andrà rigidamente monitorato l’eventuale impatto di patologie croniche e tumorali plausibilmente associate alle emissioni dei data center nei nostri territori, mitigando i danni ambientali e promuovendo progetti che tutelino la qualità dell’aria e la salute pubblica”.

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