Il Partito Democratico non fa sconti e ribadisce un chiaro no al Documento unico di programmazione (DUP) presentato dall’amministrazione D’Urbano. Il documento, assieme al bilancio di previsione che verrà approvato entro il 31 dicembre, rappresenta gli obiettivi e le risorse finanziarie per il prossimo triennio. Uno dei punti più critici, secondo il Pd, riguarda l’aumento delle tariffe. Per i servizi che coinvolgono le famiglie si propongono per il prossimo biennio 2026-2027 incrementi significativi:
- Asilo nido e classi primavera +7% nel 2026 e +7% nel 2027;
- Trasporto scolastico +10% nel 2026 e +10% nel 2027;
- Centri estivi +10% nel 2026 e +10% nel 2027;
- Refezione scolastica +5% nel 2026 e + 3% nel 2027
“Abbiamo detto no – afferma il consigliere Carlo Meregalli (Pd) – perché crediamo che il compito di un’amministrazione sia quello di rendere i servizi più accessibili, non di trasformarli in un ostacolo economico. Anche perché i dati nazionali evidenziano che in Italia la quota di abitanti a rischio di povertà o esclusione sociale è in preoccupante aumento. Nel DUP si affrontano numerosi altri argomenti per cui sorgono molti interrogativi. Parlando di commercio, si evidenziano iniziative con la Delegazione Confcommercio e col Distretto del commercio. È stato verificato l’impatto di un probabile arrivo di un nuovo supermercato sulla Statale 11 nell’area ex Signal Lux con le delegazioni dei commercianti?”. Meregalli prosegue nell’analisi del documento. “Per quanto riguarda il PGT – puntualizza -, rispondendo a una nostra mozione il sindaco aveva dato come riferimento che la discussione relativa alla stesura del documento di piano sarebbe avvenuta a giugno 2025; siamo ormai ben oltre quel termine e durante il consiglio comunale la data è stata spostata a fine anno. Seguirà poi la variante al PGT. Ci auguriamo che il termine venga rispettato che la cittadinanza venga coinvolta, vista l’importanza di questi documenti urbanistici”. Non è finita qui. “Affrontando il tema dell’amianto (su cui le precedenti amministrazioni di centrosinistra si erano molto spese) – prosegue il Meregalli – ci sono solo pochi riferimenti generici. Ci si salva dicendo che saranno organizzati momenti informativi. L’amministrazione si era impegnata ad analizzare 300 casi all’anno passando dalla mappatura esistente dei tetti con amianto al censimento appunto per 300 casi individuando i proprietari dei tetti per il loro coinvolgimento. La realtà purtroppo è limitata a soli 93 casi come dichiarato dall’assessore. Occorre fare di più. L’amianto continua a provocare decessi. In Italia ogni anno muoiono per malattie legate all’amianto circa7000 persone, 19 al giorno. Il doppio dei decessi provocati da incidenti stradali”. Infine Meregalli evidenza che “per i cimiteri, oltre a migliorare la situazione dei percorsi, rimane da definire come questa amministrazione intenda affrontare il tema dell’illuminazione votiva nei cimiteri. Tema caro a molti cittadini”.
