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Il tempo passa inesorabile, ma il funzionamento della RSA di via Adamello, in San Pietro all’Olmo, è ancora in alto mare. Eppure il cantiere risulta smontato da mesi e addirittura si era anche parlato di una possibile inaugurazione in occasione della festa del paese dell’anno scorso. Ma, a parte le buone intenzioni, da quel che si vede dall’esterno le opere di urbanizzazione non sono state completate. Manca per esempio il completamento della strada per collegare la via Catullo con la struttura per il passaggio delle autoambulanze. Un’opera che presentava qualche difficoltà tecnica per la presenza di un forte dislivello per la prosecuzione del tratto della via Catullo sino alla Rsa. Nulla, comunque, di impossibile, anche se nella progettazione non si era immaginato il problema. Infatti i lavori sono incominciati, ma ancora non ultimati. Poi non si sa se la società preposta alla gestione abbia chiesto alla Regione l’accreditamento.

Certo è che sono trascorsi 8 anni da quando (26 luglio 2017) sono state approvate le linee guida per la realizzazione della RSA, ma fra cessione del terreno alla società Sereni Orizzonti Spa, inizio dei lavori, cambio dell’operatore in corsa e nuovo (società Edos Srl) che fra una proroga e l’altra doveva consegnare la struttura con le opere di urbanizzazione finite entro il 30 novembre 2024. L’amministrazione comunale, prendendo atto che i lavori non sono stati ultimati, ha deciso di procedere all’applicazione di una nuova penale (100 euro al giorno) dal 1° giugno al 31 agosto 2025 per un valore di 9.200 a cui si aggiungono le penali precedentemente irrogate per il periodo 1° dicembre 2024 – 31 maggio 2025 per un importo di 18.200 euro. La comunità, però, non può accontentarsi delle penali. Certo che la Rsa va aperta al più presto possibile e in municipio si devono attivare per sciogliere i nodi e consegnare ai cittadini l’opera che aspettano da molto tempo.

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