Alfredo Di Lisa, come i lettori di Stataleforum ricorderanno, aveva allestito una propria lista per concorrere alle elezioni comunali 2024, ma poi per non consegnare, a suo dire, il Comune al centrodestra si era defilato e avvicinato al centrosinistra magari con la “promessa” che sarebbe stato nominato assessore. Ma così non è stato. E adesso Di Lisa con sua sorpresa scopre dai media che il sindaco Fabio Rubagotti ha nominato come nuovo assessore Massimiliano Capellini, a cui ha assegnato le deleghe le deleghe a commercio e attività economiche, politiche del lavoro, pari opportunità, pace, eventi. E, dal suo punto di vista, è una scelta incomprensibile, perché non aggiunge né competenza né visione.
Ma ecco la sua presa di posizione sulla vicenda, che mette a nudo le strategie politiche della maggioranza, che servono tutt’al più a mantenere gli equilibri interni, ma non portano alcun valore aggiunto alla comunità.
Nulla da dire sull’uomo, che non conosco personalmente (e neanche gli elettori visto che prendi meno voti del circolo di briscola a chiamata) e che, come sempre, rispetto nella sua dignità e nel ruolo istituzionale che andrà a ricoprire. Ma una domanda – anzi, più d’una – mi sorge spontanea.
In questi mesi sono stato vicino alla maggioranza, ho sostenuto, anche pubblicamente, il sindaco Rubagotti e il suo progetto, ho difeso il bilancio comunale dai detrattori e mi sono speso con serietà e lealtà, portando idee, proposte e una certa esperienza maturata in anni di attività politica, anche fuori da Settimo. E allora mi domando, con la franchezza che mi è propria: perché non io?
Non è una questione personale. Non cerco poltrone né medaglie. Ma mi chiedo quale logica abbia ispirato una scelta che appare più figlia di equilibri interni e accordi da corridoio che non di un riconoscimento del lavoro sul campo. Perché un assessore lo si può anche pescare fuori dal consiglio, ma allora deve essere qualcuno che porti competenze, visione, valore aggiunto. Non un nome utile a far quadrare conti politici che sfuggono ai cittadini.
Io non rivendico nulla, ma pongo una questione politica. Se c’era bisogno di un “raccordo”, di una mano esperta, di qualcuno che conoscesse il territorio e sapesse anche parlare con l’opposizione senza alzare muri, forse avevate già la persona giusta. E non occorreva cercarla altrove. Certo, il rischio è che qualcuno dica: Alfredo Di Lisa è in cerca di incarichi. Ma chi mi conosce sa che non sono mai stato un cortigiano. Semmai, mi sento oggi un po’ come quei protagonisti minori delle campagne elettorali: utili per i manifesti, irrilevanti per le decisioni. Sedotto e abbandonato, per dirla con una formula che non vuole essere rancorosa, ma che fotografa bene lo stato d’animo.
Auguro comunque buon lavoro al nuovo assessore, con la speranza che, ora che siamo in tanti, qualcuno si ricordi anche dei problemi veri della città: le scuole, la sicurezza, le frazioni dimenticate e quella trasparenza amministrativa che ancora latita. Io, come sempre, rimango dove sono: tra la gente, con la coscienza pulita e il taccuino pieno di proposte.
