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L’amministrazione comunale, guidata dalla sindaca Laura Bonfadini,  prova a smontare la mozione sulla pubblica illuminazione presentata dai gruppi di opposizione nel consiglio comunale del 20 maggio scorso. Secondo l’amministrazione la mozione si fondava su assunzioni false e/o pretestuose, confezionate in modo populistico per colpire chi non conosce a fondo la materia.

Pur riconoscendo nella mozione la correttezza dei criteri tecnici utilizzati per scegliere le fonti luminose, i redattori della mozione (sicuramente supportati da qualche sedicente esperto) si sono lanciati in un attacco gratuito e immotivato ai progettisti, ingegneri esperti del campo illuminotecnico, insinuando che i calcoli illuminotecnici non fossero stati eseguiti o documentati, cosa che non risponde al vero.

Sulla base di una dichiarazione “pare che” (quindi nemmeno confermata), si è accusato il sindaco e un assessore di aver ammesso sui social l’adozione di corpi illuminanti a 2.200°K – luce molto calda – difformi dal capitolato, che invece prevedeva 4.000°K per le strade e 3.000°K per parchi e aree di aggregazione.

In realtà, si parlava del solo centro storico, dove l’adozione di lampade a 2.200°K è stata una scelta consapevole e progettata, rispettosa delle normative vigenti e fondata su precisi parametri illuminotecnici: flusso luminoso, luminanza, indice cromatico, efficacia e illuminamento, tutti a norma e verificati.

Dispiace poi constatare che una consigliera dell’opposizione, priva di competenze specifiche in materia, facendo un altro lavoro, si senta comunque in grado di affermare che “le uniche due caratteristiche della luce sono la temperatura di colore e l’intensità luminosa”, ignorando completamente le altre grandezze fondamentali che ogni tecnico del settore conosce.

Detto ciò, nelle strade con illuminazione a 2.200°K oggetto di osservazioni da parte dei cittadini, è stata richiesta e realizzata una verifica illuminotecnica, i cui risultati hanno confermato ampiamente il rispetto (e il superamento) dei livelli normativi richiesti.

Ciononostante, visto che il gradimento soggettivo di alcuni cittadini era basso – anche per motivi legati alla disposizione storica dei lampioni (es. su via Matteotti) – l’amministrazione ha scelto di intervenire, predisponendo la sostituzione con corpi a 3.000°K.

Un’azione non dovuta a errori di progetto, ma alla volontà di ascoltare i cittadini, come sempre abbiamo fatto.

Infine, la mozione è stata respinta perché chiedeva di impegnare l’amministrazione su attività già in corso, o basata su premesse tecnicamente infondate.

In sintesi: l’amministrazione continua a lavorare con serietà, mentre l’opposizione cerca visibilità a ogni costo.

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