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Il Partito democratico non molla sulla RSA, che è ancora al palo, nonostante l’evidente esigenza di aprirla all’ospitalità. E in una nota rilancia le sue riserve sui motivi del preoccupante ritardo e sulle giustificazioni addotte dal sindaco Corrado D’Urbano sulla stampa, che trova infondate.

Dopo l’articolo del 25 aprile 2025 in cui il sindaco attribuiva alla società EDOS e alla ditta incaricata delle urbanizzazioni esterne la responsabilità del mancato avvio della RSA di San Pietro all’Olmo, accusando una convenzione “sbilanciata a favore dell’operatore”, dobbiamo rimettere i fatti al centro della discussione. Da tempo, carte alla mano, affermiamo che i veri ostacoli sono la mancata realizzazione delle opere di urbanizzazione e l’assenza dell’accreditamento della struttura in Regione Lombardia.

Un nostro recente accesso agli atti conferma che la società EDOS ha avviato la pratica per ottenere le necessarie concessioni soltanto il 23 dicembre 2024, con l’autorizzazione arrivata il 24 febbraio 2025. Dati alla mano, emerge chiaramente che la proroga concessa dall’amministrazione D’Urbano da fine agosto a fine novembre non si basava su documentazione concreta, ma piuttosto sulle buone intenzioni manifestate dall’operatore. Alcune precisazioni sono indispensabili:

• I problemi tra l’operatore EDOS e l’azienda appaltatrice non sono competenza del Comune. Il sindaco non può continuare a ripetere, come fa dallo scorso luglio, che tali questioni giustificherebbero i ritardi.

• Secondo: l’estate scorsa il sindaco neoeletto è uscito in pompa magna sui giornali e sui social annunciando l’apertura della RSA entro il mese di settembre. Viste le date di concessione delle opere di urbanizzazione, era impossibile attivare la RSA nei tempi indicati. Anzi, le sanzioni sarebbero dovute partire già da settembre.

• Terzo: la durata della destinazione d’uso della struttura è fissata in 60 anni, non 20 come qualcuno ha erroneamente affermato. I 20 anni si riferiscono esclusivamente alla durata della convenzione per la gestione della RSA, convenzione che è comunque rinnovabile (posti letto, personale, tariffe, ecc.).

A questo punto, invece di alimentare polemiche e annunci vuoti, sarebbe doveroso assumersi finalmente le proprie responsabilità. Occorre fare chiarezza, convocare l’operatore EDOS e pretendere aggiornamenti precisi sullo stato dell’accreditamento della struttura. I cittadini meritano risposte vere, non promesse.

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