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Il modo come quest’anno è stata celebrata la Festa della Liberazione non è piaciuto all’ANPI cittadina, che nel comunicato, a firma del presidente Roberto Correnti, non esita a esprimere dissenso e preoccupazione. Quest’anno la Festa della Liberazione è stata una ulteriore occasione per prendere coscienza che nel nostro Paese esiste un orientamento politico e culturale che non si riconosce appieno nei valori che questa festa vorrebbe ricordare e rinnovare. In tanti Comuni, con il pretesto del lutto per la scomparsa di papa Francesco, si è cercato di mettere in sordina la celebrazione della Festa della Liberazione. Del resto, non dovrebbe sorprendere che esistano uomini e donne che la pensano diversamente. La libertà conquistata con la Resistenza è vera libertà in quanto consente ad ognuno di esprimere il proprio pensiero e di agire ed operare secondo i propri convincimenti. Con qualche puntualizzazione: chi è chiamato a rappresentare un’istituzione, come il Comune, una volta eletto, rappresenta tutti i cittadini, anche quelli che non l’hanno votato. Non solo, nel momento di assumere l’incarico: “Il sindaco presta davanti al consiglio nella seduta di insediamento il giuramento di osservare lealmente la Costituzione italiana” così, ad esempio, recita lo statuto del Comune di Bareggio. Che la Costituzione italiana sia intrinsecamente permeata dei valori della Liberazione nata dalla Resistenza non dovrebbe essere neppure necessario ricordarlo. Val la pena invece di ricordare che è grazie alla Liberazione che i Comuni oggi sono amministrati da un sindaco, espresso dai cittadini. Prima di allora erano governati da un podestà, nominato ed imposto dallo Stato centrale. Dovrebbero ricordalo in particolare coloro che si riconoscono in forze politiche che all’autonomia riconoscono un valore fondante. Anche all’amministrazione di Bareggio la festa del 25 Aprile sta stretta. Abbiamo registrato un comportamento per alcuni versi contraddittorio, si è andati dalla collaborazione con ANPI per la realizzazione di alcune iniziative, come le serate di presentazione di libri sulla Resistenza, al rifiuto di accogliere suggerimenti e proposte per meglio organizzare la giornata del 25 Aprile alla luce del fatto che quest’anno ricorre l’ottantesimo di quella data. A questo scopo ANPI si era mossa per tempo chiedendo che venissero convocate le realtà associative che tradizionalmente negli anni scorsi hanno collaborato alla definizione del programma della manifestazione. A questa richiesta è stato opposto un netto rifiuto. Lo stesso netto rifiuto è stato opposto alla richiesta che un rappresentante dell’ANPI potesse parlare e portare il contributo della associazione in piazza dove, invece, secondo l’amministrazione solo il sindaco, o chi per esso, era legittimato a parlare. Di fatto abbiamo ascoltato un breve discorso del vicesindaco e un intervento del parroco. Il rappresentante dell’ANPI ha potuto parlare solo presso il cippo ai caduti, ove era presente un numero contenuto di cittadini. Dobbiamo riconoscere che, nonostante le limitazioni imposte dall’amministrazione, la manifestazione a Bareggio ha visto una discreta partecipazione dei cittadini, che ha rivelato esista una sinergia tra l’ANPI e la comunità, essenziale per mantenere vivo il ricordo del 25 aprile e per trasmettere alle future generazioni l’importanza della Resistenza. Anche di fronte a un’amministrazione comunale riluttante, l’impegno collettivo può fare la differenza per assolvere il compito di preservare la memoria e promuovere i principi di libertà e democrazia.

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