Il gruppo consiliare del Partito democratico contesta che la nuova farmacia comunale non è affatto “a costo zero” come viene annunciato dall’amministrazione Colombo. Prima di tutto, il piano urbanistico ex Sapla prevedeva una provvigione di 250.000 per il Comune, destinata al rifacimento delle strade, molte delle quali sono in condizioni davvero pessime. Questi fondi non verranno più incassati, lasciando le strade in uno stato di abbandono e senza alcun intervento di manutenzione previsto. Per quanto riguarda il “polo sanitario” che dovrebbe essere attivato, non vediamo grandi novità, oggi le farmacie già offrono servizi come prelievi e prenotazioni di visite, e non è chiaro quando questi saranno effettivamente attivati dalla società che gestirà la farmacia, che nel nostro Comune fino ad ora non ha brillato per efficienza.
In consiglio comunale, si poi è sottolineato che la farmacia non sarà un’attività a scopo di lucro, ma avrà l’obiettivo di fornire servizi. Tuttavia, secondo uno studio della stessa società, nel piano sono stati previsti solo 65 accessi giornalieri, ben al di sotto dei 150 previsti dall’analisi di mercato, con una spesa media di 24,84 euro inferiore a quella prevista nel 2023 di 27,60 euro, non tenendo in conto gli aumenti degli ultimi 18 mesi. Questo lascia pensare che ci siano costi aggiuntivi che devono essere coperti per garantire l’apertura. Infatti, contrariamente a quanto detto, la struttura non è pronta all’uso: sono necessari 120.000 euro per adeguare l’ingresso e fare altri lavori, svelando così il vero costo per i cittadini, che dovranno pagare questi lavori. Il Comune, inoltre, incasserà solo 22.000 euro all’anno per una struttura nuova di 211 mq, un importo che ci sembra non corrisponda ai prezzi di mercato.
Non ultimo, si scopre che, fino ad oggi, abbiamo pagato una serie di bollette energetiche senza sapere a chi appartengano e senza che la struttura sia ancora stata aperta. In sintesi, non solo non riceviamo 250.000 euro per rifacimento delle strade che sarebbero davvero stati utili, ma dobbiamo anche spendere 120.000 euro per rendere agibile la struttura, per un totale di 370.000 euro, smascherando la falsa promessa del “costo zero” per noi cittadini.
