Se integrazione significa istituire a scuola un laboratorio di hijab in cui insegnare alle ragazze come portare il velo è davvero il culmine della deriva culturale in cui il Belpaese è precipitato. Nessuna immaginazione, è già realtà. La denuncia arriva dall’on. Silvia Sardone, che a conferma del processo d’integrazione mal interpretato segnala che nell’istituto superiore “Vittorio Bachelet”, ad Abbiategrasso, si terrà un «corso avanzato di introduzione alla lingua e alla cultura araba» e per non far mancare nulla “nell’occasione avrà luogo anche un laboratorio di hijab in cui verrà insegnato alle ragazze come portare il velo. Si ricorda che proprio in questi giorni il regime iraniano ha annunciato una nuova stretta contro le donne che non indossano l’hijab. Le conseguenze sono purtroppo note a tutto il mondo”. Non è da meno Silvia Scurati, consigliere regionale della Lega. “In Italia, però, grazi, ad alcuni docenti, presidi e certi politici – dichiara – questo è l’esempio di integrazione. O meglio, una integrazione che fa rima con islamizzazione: partendo dalle scuole le nuove generazioni dovranno, un passo alla volta, adeguarsi alla lingua, ai costumi e alle usanze musulmane. Un modello di società che una certa parte della sinistra sostiene e apprezza, una integrazione degenerata che accetta i dettami della religione islamica che in gran parte del mondo musulmano è legge. A tutto questo la Lega, unica forza politica, continuerà ad opporsi perché è una visione sbagliata e pericolosa di integrazione che equivale sempre più a una incalzante sottomissione”
