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Il 9 luglio 2018, con la sindaca Linda Colombo insediata da un paio di settimane, Stataleforum pubblicava un articolo in cui l’avvertiva che non bastavano la guida illuminata, i programmi, la coesione della maggioranza per realizzare le opere e rispondere alle aspettative dei cittadini, ma bisognava svegliare in primis la burocrazia per renderla efficiente, efficace e tempestiva. Ovvero riorganizzare la macchina comunale per farla lavorare a pieno regime e senza sbavature e concessioni. Ebbene a distanza di 6 anni l’articolo si è rivelato profetico. La perdita del contributo PNRR di 3,7 milioni per riqualificare Palazzo Casanova con annessa biblioteca giustificata pietosamente dal sindaco Linda Colombo con l’impossibilità di adempiere le pratiche per via dell’organico insufficiente è la conferma che la “burocrazia è una repubblica a sé”, che sa che nessun sindaco osa mettere mano all’incancrenito sistema per cambiare. Il fallimento, che oggi è sotto gli occhi di tutti, non può essere spiegato con l’organico carente, perché dal quel ci risulta la sindaca – da architetta qual è nella professione – aveva preparato tutto lei e gli uffici dovevano solo predisporre la documentazione di accompagnamento che non richiedeva certo un esercito per essere allestita.

Bystataleforum  

Lug 9, 2018

La compagine amministrativa con la nomina della giunta si è messa al lavoro. L’entusiasmo e la voglia di fare del sindaco Linda Colombo e della sua squadra sono palpabili sin da questi primi giorni. Del resto la giunta non ha fatto in tempo a insediarsi che già ha deliberato l’adesione al bando regionale per implementare la videosorveglianza a dimostrazione che vuole operare. Non a caso il sindaco ha subito detto che “è una giunta scelta sulla base di competenze e voglia di lavorare, c’è tanto da fare e non c’è tempo da perdere. Dagli assessori, così come dagli uffici, pretenderò massimo impegno da subito. Ci sarà spazio anche per i giovani entrati in consiglio comunale, che affiancheranno gli assessori portando il loro contributo”.  Ma adesso c’è da impegnarsi molto e sodo per ridare ossigeno al paese che si è gradualmente estenuato nell’immobilismo in cui è precipitato nella passata legislatura.  E quel che deve essere chiaro ai nuovi amministratori è che non basta il programma per rilanciare Bareggio.
Sì, perché bisogna anzitutto far lavorare la macchina comunale a pieno regime senza sbavature e concessioni, altrimenti si condanneranno inesorabilmente al fallimento come è stato ampiamente certificato dall’amministrazione Lonati, la quale anziché introdurre innovazioni nell’apparato per spezzare il rassicurante tran tran e renderlo più efficiente e scattante ha confermato per prima cosa per un anno e mezzo i dirigenti, senza verificare alternative e nuovi scenari, con la conseguenza di segnare da subito un clamoroso autogoal che alla fine del mandato l’ha portata inevitabilmente all’umiliante sconfitta elettorale del 10 giugno. Un problema serio che le amministrazioni di qualunque colore siano non considerano per mancanza di contezza e per la pia illusione  che basti il programma e si affidano all’apparato. Risultato? Navigazione a vista sino al naufragio finale. Insomma prima ancora di iniziare e fare esperienza hanno già perso la partita. Le idee, il programma, le proposte sono impotenti se la macchina comunale non viene rigenerata e guidata con idee chiare e polso fermo dagli amministratori con tempi e modalità che vanno rispettati e verificati puntualmente. Non c’è esperienza che valga se non si incomincia a fare il tagliando alla macchina amministrativa, altrimenti la storia, come disse qualcuno, si ripete, ma in farsa. I nuovi amministratori ne facciano tesoro se vogliono riportare Bareggio ai fasti promessi…

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