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La riflessione di don Danilo Dorini stavolta si è concentrata sulla somministrazione dei sacramenti che sono richiesti sia da credenti che non credenti.
Dato di fatto: l’80% delle coppie che chiedono il battesimo per i propri figli sono conviventi e sono ancora molti, se non tutti, a volere il funerale in chiesa. Puro conformismo? O indizio di un desiderio di Dio, nascosto nel proprio intimo?
Distinguiamo fra richiesta di battesimo e funerali. Nel primo caso pare fondato affermare che i genitori sono ancora desiderosi di trasmettere la fede al proprio figlio pur non avvertendo una qualche dissociazione tra la propria situazione (convivenza) e il valore del battesimo.
Ciò dipende, a mio parere, dal fatto che non vi sono motivazioni fondate che giustificano la convivenza e tanto meno riserve nei confronti del matrimonio, scelta che molti dicono di compiere in futuro, quando vi sarà maggior stabilità.
Per quanto riguarda il funerale in chiesa credo di poter affermare che la Chiesa viene ancora sentita come capace di dire una parola vera sulla vita e sulla morte e di offrire un senso al ‘dopo’, infondendo una speranza che vada ‘oltre, verso l’Infinito e il Trascendente.
Molto dipende da noi sacerdoti: in entrambi i momenti abbiamo l’occasione per annunciare il vangelo, ossia la buona notizia della dignità di ogni persona in quanto figlia di Dio e della meta ultima della nostra vita che supera questa vita terrena: in sintesi, una parola che sappia ‘scaldare il cuore’.

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